fbpx Illy Caffè punta alle rinnovabili | Page 2 | Scienza in rete

Illy Caffè punta alle rinnovabili

Read time: 2 mins

Procede l’iniziativa “carbon footprinting”, avviata lo scorso dicembre dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini sulla base degli obiettivi del pacchetto clima-energia per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo da fonti rinnovabili. Sono ventidue le aziende italiane che hanno deciso di aderire al progetto di rilevazione delle emissioni di gas serra nei processi produttivi. Sulla base delle esperienze nazionali verranno sviluppate le metodologie per il calcolo delle emissioni associate al ciclo di vita dei prodotti a largo consumo.

Tra le aziende coinvolte la illycaffè di Trieste. Il  7 giugno Andrea Illy, presidente e amministratore delegato illycaffè, ha presentato assieme al ministro Clini l’accordo che mira all’analisi e alla riduzione dell’impatto sul clima del settore caffè.

Vista l’importanza che viene data sul mercato ai requisiti ecologici dei prodotti, ha commentato il Ministro, misurare l’impronta di carbonio e ridurre i gas serra nei processi produttivi in direzione di un’economia più sostenibile rappresenta per il sistema delle aziende italiane un importante strumento di sviluppo commerciale.

In questa direzione si muove la Illycaffè con i due nuovi impianti per l’utilizzo di energie rinnovabili nello stabilimento produttivo di Trieste: un sistema a pannelli fotovoltaici tra i più estesi del Nord Italia e, prima fra le aziende torrefattrici, un impianto che recupera e riutilizza il calore prodotto dai camini delle tostatrici. In questo modo l’azienda otterrà un risparmio energetico del 20% e raggiungerà l’autonomia relativamente al riscaldamento e alla produzione di acqua calda.

L’iniziativa sarà illustrata dal ministro Clini e da Andrea Illy anche il 18 giugno a Rio de Janeiro,  in occasione di Rio +20, durante l’incontro “The carbon footprinting public-private projects”.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Risparmio energetico

prossimo articolo

Morti di calore: la nuova guida dell'OMS per contrastarle

Mentre giugno 2026 mette in ginocchio mezza Europa con temperature da record, blackout e morti, l'Ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblica la seconda edizione della sua guida sui piani caldo-salute. Un documento che, oltre a fotografare una minaccia ormai strutturale, dice cose molto concrete su come proteggersi: dalle regole per usare il ventilatore al ruolo decisivo del verde urbano e dei pannelli solari sui tetti. E in cui la ricerca italiana ha un peso notevole. Immagine generata con Claude.

L'estate del 2026 non era ancora iniziata da un giorno che già si contavano i morti. Attorno al solstizio un'ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l'Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. La Francia ha toccato il suo record assoluto di sempre, con 44,3 °C a Pissos, nelle Landes; in Portogallo e nel sud della Spagna si sono raggiunti i 42,7 °C; il Regno Unito ha frantumato il primato di caldo per il mese di giugno, fermo dal 1976, sfiorando i 38 °C.