fbpx Confermato limite velocità della luce | Page 2 | Scienza in rete

Confermato limite velocità della luce

Read time: 2 mins

Durante la 25° Conferenza Internazionale sulla Fisica del Neutrino che si è teunta a Kyoto in Giappone, sono stati presentati i risultati sul tempo di volo dei neutrini dal CERN al Laboratorio INFN del Gran Sasso, misurati dagli esperimenti BOREXINO, ICARUS e LVD e OPERA. I quattro esperimenti, situati nel Laboratorio INFN del Gran Sasso, hanno tutti misurato un tempo di volo consistente con la velocità della luce.
Lo scorso settembre, durante la presentazione dell'esperimento OPERA, i diversi esperimenti coinvolti avevano suggerito una velocità dei neutrini superiore a quella della luce. Come noto, le analisi condotte negli ultimi mesi hanno poi dimostrato che le misure di OPERA erano affette da un malfunzionamento del sistema di timing della fibra ottica dell’esperimento. La vicenda sollevata qualche mese fa si è quindi ora risolta con la massima collaborazione tra i team di ricerca coinvolti. 

“Anche se questo risultato non è così eccitante come qualcuno avrebbe desiderato – ha commentato Sergio Bertolucci, Direttore di Ricerca del CERN – si tratta di quello che, in fondo,  ci si aspettava. La vicenda ha catturato l’immaginazione pubblica e le ha dato l’opportunità di vedere il metodo scientifico in azione: un risultato inaspettato è stato reso noto per essere esaminato e risolto grazie alla colalborazione di esperimenti che sono, normalmente, in concorrenza fra loro. Questo è il modo in cui la scienza si muove”.

Un tema, questo, sottolineato anche da Lucia Votano, direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso. “E' motivo di grande soddisfazione – ha detto Lucia Votano -  che quattro diversi esperimenti del Laboratorio INFN del Gran Sasso abbiano potuto misurare con grande precisione  la velocità del neutrino su una distanza di 730 Km trovando tutti risultati tra loro coerenti e compatibili  con la teoria della relatività”.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Indice: 
Neutrini

prossimo articolo

Hamnet, dove il dolore diventa immortale

Lo strazio di una madre e il senso di colpa di un padre che non era presente, la terribile disgrazia che ha colpito la vita di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway, la morte del figlio undicenne diventa un’opera così ben narrata da risultare il miglior film drammatico ai Golden Globe 2026.

In copertina: screenshot dal traile di "Hamnet. Nel nome del figlio"

Steven Spielberg, produttore con Sam Mendes di Hamnet, ha deciso sin dall’inizio di proporne (anche insistendo) la direzione a Chloé Zhao, la regista di origine cinese che è diventata la prima e unica donna non bianca a vincere il premio alla miglior regia con Nomadland, per il suo approccio olistico, per il suo dirigere emotivo ed emozionale: una regista dei sentimenti.