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Decifrato genoma del pomodoro

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Questo risultato dimostra l’elevato potenziale della ricerca biotecnologica italiana, che è in grado di competere a livello internazionale e di collaborare con i più prestigiosi gruppi di ricerca. Ecco perché è determinante operare per favorire l’innovazione in questo settore, che negli ultimi anni ha potuto raggiungere successi importanti” commenta Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec - l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie - che fa parte di Federchimica, a proposito del sequenziamento del genoma del pomodoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature da un gruppo di ricerca coordinato dall’italiano Giovanni Giuliano dell’Enea, insieme con l’israeliano Dani Zamir.

“Sono infatti frutto della ricerca italiana successi come il sequenziamento del genoma della vite, del pesco, della fragola e del riso; ed è recentissima la scoperta delle basi molecolari di una grave malattia che falcidia le coltivazioni del kiwi in Italia” prosegue Sidoli. “Questo recente lavoro apre nuove prospettive nel breeding assistito, che consentirà di ottenere pomodori più resistenti a parassiti e siccità, più saporiti e nutrienti e che durano più a lungo. Tutto questo è ricerca biotecnologica, che contribuisce in modo significativo al progresso della filiera agro-alimentare mondiale e che potrebbe portare al miglioramento delle coltivazioni più caratteristiche del nostro Paese”.

L’augurio è che la ricerca pubblica e privata in ambito biotecnologico possa ricevere anche in Italia quel sostegno indispensabile per continuare a mantenere il suo ruolo di primo piano nell’innovazione della filiera agro-alimentare

Fonte: Assobiotech

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Biotech

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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

colata detritica a san vito di cadore

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.

Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.