fbpx L'Emilia continua a tremare | Page 6 | Scienza in rete

L'Emilia continua a tremare

Read time: 1 min

La scossa di terremoto avvertita questa sera alle 21:20:43 italiane, è sata descritta dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV come di magnitudo 5.1 e localizzata nel distretto sismico Pianura padana emiliana, a una profondità di 9.2 km. L'epicentro è a pochi chilometri a Nord di Mirandola, nei pressi di Novi di Modena, dove è crollato il campanile, già lesionato dai precedenti eventi.

I principali comuni appartententi alla zona coperta dal sisma di questa sera sono: Moglia (MN), Rolo (RE), Concordia sulla Secchia (MO), Novi di Modena (MO), San Possidonio (MO)

Continua intanto lo sciame di repliche, ma la prima scossa di magnitudo superiore a 5 risulta essere la più intensa, avvertita anche a Milano e Venezia.

Sequenza sismica del 3/06/2012 (fonte: www.ingv.it)

Qui sono consultabili i dettagli del sisma elaborati dall'USGS

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Terremoto

prossimo articolo

La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».