fbpx La stanza dello scriba Maya | Page 5 | Scienza in rete

La stanza dello scriba Maya

Read time: 2 mins

La scoperta presso il sito archeologico di Xultùn (Guatemala) di una stanza risalente agli inizi del IX secolo d.C. con le pareti decorate e un gran numero di geroglifici con calcoli di calendari dà probabilmente il colpo di grazia al mito della profezia Maya della fine del mondo nel 2012.

Secondo William Saturno (Boston University), coordinatore del team di archeologi che hanno compiuto la scoperta seguendo un tunnel scavato anni fa per saccheggiare la stanza, molto probabilmente si tratterebbe della bottega di uno scriba Maya. Oltre alle interessanti pitture che raffigurano un re e i suoi accompagnatori, infatti, due muri presentano un gran numero di geroglifici neri, rossi e talvolta incisi nelle pareti. Molti di questi geroglifici sono vere e proprie tavole di calcolo astronomico riguardanti i movimenti della Luna – forse anche di Marte e Venere – utilizzate dai Maya per la compilazione dei calendari.

Nello studio, pubblicato su Science, Saturno e collaboratori sottolineano come di queste tavole, individuabili nei documenti del cosiddetto Periodo Postclassico (dal 1300 al 1521 d.C.), non ne sia mai stato rinvenuto nessun esemplare in epoche precedenti. Quelle scoperte nella bottega dello scriba di Xultùn sarebbero dunque di gran lunga le più antiche mai rinvenute finora. La decifrazione dei calcoli rinvenuti sulle pareti ha permesso di individuarne alcuni che si riferiscono a date collocate anche 7000 anni nel futuro. Sembra dunque senza alcun fondamento l'idea che per i Maya l'anno 2012 rivestisse un significato particolare nel loro computo del tempo.
Il fatto che in quella bottega uno scriba si arrabattasse con calcoli e tabelle per stilare calendari che si spingevano anche per alcune migliaia di anni nel futuro indica in modo evidente che la profezia di un anno particolare in cui dovesse terminare il mondo fosse del tutto estranea al pensiero dei Maya. Basterà per i creduloni?

National Geographic

Autori: 
Archeologia

prossimo articolo

Il sistema scienza-industria come fulcro di sviluppo e successo competitivo

disegno di ponte tra accademia e indistria

Dalla ricerca scientifica all’innovazione industriale, il futuro economico di un Paese si gioca sulla capacità di trasformare conoscenza in valore. Se guardiamo l’Italia, che pure eccelle nella produzione scientifica e nella qualità dei suoi ricercatori, fatica però a trattenere talenti e a tradurre i risultati della ricerca in crescita industriale. Tra fuga dei laureati, frammentazione del tessuto produttivo e carenza di grandi imprese ad alta tecnologia, emerge la necessità di un nuovo patto tra università, industria e politica per costruire un ecosistema capace di sostenere lo sviluppo e il benessere sociale del Paese.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Tutti gli uomini, per natura, desiderano sapere.