fbpx 48 ore per salvare gli oceani | Scienza in rete

48 ore per salvare gli oceani

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'organizzazione non governativa Avaaz.org, che dal 2007 promuove l'attivismo dei cittadini su argomenti chiave come cambiamento climatico, diritti umani e conflitti religiosi, ha lanciato una petizione rivolta ai leader dell'Unione Europea per il salvataggio degli oceani nel mondo, sempre più provati dall'inquinamento e dalla pesca industriale. Nei prossimi giorni, i governi mondiali prenderanno in considerazione un nuovo piano di salvataggio, che dovrebbe tutelare maggiormente le acque internazionali e portare alla creazione di numerose riserve marine protette. L'opposizione di Canada, Stati Uniti e Giappone potrebbe, tuttavia, portare a un fallimento del progetto.

Avaaz.org vuole assicurare che le opinioni e i valori dei singoli cittadini influiscano sui processi decisionali globali, quindi si impegna a consegnare la petizione direttamente in riunione, che si terrà a porte chiuse alle Nazioni Unite. L'obiettivo è quello di influenzare positivamente i lavori, attraverso il coinvolgimento in prima persona dei leader europei.

Questo il testo della petizione:

To EU leaders:

As concerned citizens from across the world, we call on you to champion a rescue plan for the world's oceans that will protect 20% of our oceans as marine reserves by 2020; end overfishing and ban harmful subsidies; and establish an international binding treaty to protect life on the high seas. The oceans are dying, and this is our greatest opportunity to ensure their protection for future generations.

Le prossime 48 ore saranno fondamentali per il raggiungimento della quota stabilita di 500 mila firme. Gli oceani stanno morendo e questa petizione potrebbe essere l'ultima opportunità per assicurare la loro protezione per le generazioni future.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Dossier: 
Indice: 
Petizioni

prossimo articolo

La necessità di una nuova alleanza tra scienza e società

Sebbene la scienza sia un prodotto sociale, spesso risulta estranea o in contraddizione con società e politica. Questo avviene per una serie di ragioni che vanno dalla disinformazione, alle strumentalizzazioni politiche, alla naturale resistenza ai cambiamenti che la ricerca propone. Rino Falcone riflette su una possibile nuova alleanza fra scienza, società e politica, in grado di superare la sostanziale irrilevanza pubblica della ricerca scientifica. Immagine: Double Heads, di George Condo (in mostra al Musée d'art moderne del Palais de Tokyo, Parigi, fino all'8 febbraio).

La scienza nasce nella società. È il “prodotto” sofisticato e accurato che deriva, esplicitamente e implicitamente, dal sistema di formazione che addestra gli umani, li educa ai metodi e ai contenuti dei saperi già sviluppati in precedenza e ne potenzia creatività e rigore metodologico. Eppure, sebbene figlia predeterminata e legittima della società, la scienza risulta a volte separata e distaccata dalle finalizzazioni che la società assume, dal senso e sentire comune.