fbpx 48 ore per salvare gli oceani | Scienza in rete

48 ore per salvare gli oceani

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'organizzazione non governativa Avaaz.org, che dal 2007 promuove l'attivismo dei cittadini su argomenti chiave come cambiamento climatico, diritti umani e conflitti religiosi, ha lanciato una petizione rivolta ai leader dell'Unione Europea per il salvataggio degli oceani nel mondo, sempre più provati dall'inquinamento e dalla pesca industriale. Nei prossimi giorni, i governi mondiali prenderanno in considerazione un nuovo piano di salvataggio, che dovrebbe tutelare maggiormente le acque internazionali e portare alla creazione di numerose riserve marine protette. L'opposizione di Canada, Stati Uniti e Giappone potrebbe, tuttavia, portare a un fallimento del progetto.

Avaaz.org vuole assicurare che le opinioni e i valori dei singoli cittadini influiscano sui processi decisionali globali, quindi si impegna a consegnare la petizione direttamente in riunione, che si terrà a porte chiuse alle Nazioni Unite. L'obiettivo è quello di influenzare positivamente i lavori, attraverso il coinvolgimento in prima persona dei leader europei.

Questo il testo della petizione:

To EU leaders:

As concerned citizens from across the world, we call on you to champion a rescue plan for the world's oceans that will protect 20% of our oceans as marine reserves by 2020; end overfishing and ban harmful subsidies; and establish an international binding treaty to protect life on the high seas. The oceans are dying, and this is our greatest opportunity to ensure their protection for future generations.

Le prossime 48 ore saranno fondamentali per il raggiungimento della quota stabilita di 500 mila firme. Gli oceani stanno morendo e questa petizione potrebbe essere l'ultima opportunità per assicurare la loro protezione per le generazioni future.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Dossier: 
Indice: 
Petizioni

prossimo articolo

La strada giusta da prendere per l’energia

modellino con pannello solare e pale eoliche

Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.

Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.