fbpx Cronologia più accurata | Scienza in rete

Cronologia più accurata

Primary tabs

Read time: 2 mins

Nuove misurazioni del tempo di decadimento del samario porterebbero a rivedere la sequenza temporale degli avvenimenti che hanno caratterizzato l’alba del Sistema solare.

Il nuovo valore è stato ottenuto presso l’Argonne Tandem Linac Accelerator System (ATLAS) dal team coordinato da N. Kinoshita (University of Tsukuba) e i risultati sono stati pubblicati su Science. Rispetto al precedente valore di 103 milioni di anni, le nuove misure indicherebbero per il samario-146 un tempo di decadimento di 68 milioni di anni, dunque significativamente più breve.

Questo isotopo venne prodotto dall’esplosione di supernova che arricchì di materiali pesanti le polveri cosmiche da cui avrebbero poi preso forma i corpi del Sistema solare. Da tempo gli astrofisici sanno del lunghissimo tempo di decadimento del samario e per questo l’hanno abitualmente utilizzato quale marcatore degli avvenimenti primordiali del Sistema solare. La scoperta di un tempo di decadimento più breve, però, ora li obbliga a restringere la cronologia di quegli avvenimenti.

Comprimere la cronologia in un lasso di tempo più breve significa che i tempi di formazione planetaria debbano essere ridotti, il che comporta, per esempio, che le più antiche rocce terrestri devono essersi formate prima di quanto si è ritenuto finora. Secondo i ricercatori, la nuova scala temporale sarebbe in linea con le datazioni più recenti delle rocce lunari e verrebbero smussate alcune incongruenze con le datazioni ottenute attraverso altri isotopi.

Argonne National Laboratory

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Astronomia

prossimo articolo

La riforma spezzatino del Sistema Sanitario Nazionale

stetoscopio con medico in secondo piano

Approvato dal Consiglio dei ministri come risposta alla crisi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il disegno di legge delega sul riordino del SSN affida al Governo una riforma ampia e complessa. Cui però mancano una reale analisi delle criticità e un adeguato quadro di risorse. Così, il rischio è una riforma frammentata che elude i nodi strutturali della sanità pubblica e apre spazi a interessi di parte.

Partiamo dalla notizia così come è stata riportata in un comunicato stampa del ministero della Salute: «Il Consiglio dei ministri ha approvato il 12 gennaio 2026, su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, il disegno di legge delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del