fbpx Rivoltata come un calzino | Scienza in rete

Rivoltata come un calzino

Read time: 2 mins

La dettagliata mappatura della distribuzione degli elementi chimici nel resto di supernova Cassiopea A ha permesso di scoprire che le parti più esterne dell'involucro sono ricche di elementi che in origine occupavano le regioni più interne della stella destinata a esplodere come supernova.

Lo studio, portato a termine da Una Hwang (Goddard Space Flight Center) e J. Martin Laming (Naval Research Laboratory) e di prossima pubblicazione su Astrophysical Journal, è stato possibile grazie alle osservazioni nel dominio X dell'osservatorio orbitante Chandra. Si tratta della più completa e dettagliata mappatura dell'emissione X mai realizzata per un residuo di supernova.

Dai dati emerge che la maggior parte del ferro individuato risiede nell'involucro più esterno di Cas A, mentre sia le osservazioni di Chandra che quelle nell'infrarosso raccolte dal telescopio Spitzer escludono la sua presenza nella regione centrale. Fatto anomalo, dato che proprio in quella regione centrale, stando ai modelli evolutivi stellari, la catena delle reazioni nucleari si sarebbe conclusa con la produzione di ferro. L'esplosione della supernova, dunque, avrebbe letteralmente rivoltato la stella su se stessa, uno scenario confermato anche dalla distribuzione di altri elementi quali silicio, zolfo e magnesio.

Gli astronomi hanno stimato che la massa del materiale di Cas A coinvolto nell'emissione X sarebbe di circa 3 masse solari. Le osservazioni hanno inoltre permesso di individuare la presenza di veri e propri agglomerati di ferro praticamente puro (in totale ve ne sarebbe una quantità pari a circa 0,13 masse solari), prova che la sua origine è da ricercare nelle reazioni nucleari della stella.

Chandra X-Ray ObservatoryResearch paper (arXiv)

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Seminare la dipendenza: le strategie di big tobacco per reclutare giovani consumatori

Sacchetti di nicotina

Il 31 maggio ricorre la Giornata mondiale senza tabacco, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità e celebrata per la prima volta nel 1988. Il tema proposto per il 2026 richiama l’attenzione sulle sempre più sofisticate strategie adottate dall’industria del tabacco e della nicotina per iniziare al consumo le nuove generazioni. Nell'immagine: sacchetti di nicotina

Le cosiddette nicotine pouches sono piccole bustine bianche simili a quelle del tè (all-white o white pouches nei mercati anglosassoni), disponibili in vari gusti e aromi, più economiche delle sigarette tradizionali (con un costo in media inferiore del 15-20%), poco ingombranti (si portano in tasca o in borsa), si consumano come una caramella posizionandole tra il labbro superiore e la gengiva.