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Dimissioni di Antonio Ereditato

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Antonio Ereditato si è dimesso dall'incarico di coordinatore del Progetto Opera. L'intenzione di lasciare la guida della collaborazione internazionale è arrivata dopo una mozione, presentata da parte di alcuni membri di Opera, per chiederne le dimissioni. I risultati non hanno messo in minoranza Ereditato, che ha tuttavia ritenuto opportuna questa decisione, considerando la divisione ingestibile all'interno del gruppo di ricercatori.

Lo scorso 23 settembre Opera aveva ufficializzato la rivelazione di un'anomalia nelle misure della velocità dei neutrini, registrata presso i Laboratori del Gran Sasso. In seguito alla sorprendente ipotesi, da confermare, che la velocità dei neutrini potesse superare il limite della luce, lo stesso Ereditato ha poi convocato subito dopo la dichiarazione di settembre un seminario per chiedere e raccogliere opinioni da parte di tutta la comunità scientifica internazionale. L'eccezionalità di quest'evento ha accompagnato un acceso e lungo dibattito all'interno della comunità scientifica, che non ha risparmiato polemiche in merito alla decisione di ufficializzare i dati, alimentate dalle iniziali fughe di notizie.

Le prime smentite dei dati di settembre sono arrivate dallo stesso team di Opera lo scorso febbraio, dopo aver individuato alcuni errori tecnici potenzialmente responsabili delle misure - si trattava, in particolare, di una cattiva connessione tra il sistema GPS e un computer, e la calibrazione dell'orologio di riferimento. Gli esperimenti Icarus (diretto da Carlo Rubbia) e Lvd (coordinato da Antonio Zichici) hanno poi confermato i difetti dell'eseprimento individuati da Opera. La presentazione di questi risultati è avvenuta mercoledì scorso, in un seminario organizzato dall'Inf. In questa occasione sono stati definite ulteriori, e definitive, misure della velocità dei neutrini. Alla fine del mese di Aprile, infatti, il Cern di Ginevra invierà un nuovo fascio di neutrini a 'pacchetti' verso il Gran Sasso, e misurati da quattro esperimenti, compreso Opera

E' Antonio Masiero, vicepresidente dell'Infn, a farsi portavoce dell'Istituto ricordando che il progetto Opera continua nello studio delle proprietà dei neutrini: "l’Infn auspica che la collaborazione Opera possa ritrovare unità e nuova leadership nel perseguire il suo primario obiettivo specifico, quello di osservare la comparsa di neutrini di nuovo tipo a partire dai neutrini di tipo mu provenienti dal Cern".

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I social network possono essere paragonati alle sigarette per la loro capacità di indurre sofferenze e dipendenza in chi, soprattutto tra le persone più giovani ne fa un uso incontrollato? Su queste basi ha preso il via il primo di una serie di processi intentati alle grandi aziende tecnologiche. Sul modello di quelli che misero sotto accusa le aziende del tabacco.

Crediti immagine: Robin Worrall/Unsplash

Il 28 gennaio scorso ha preso il via il primo di una serie di processi contro i colossi dei social network, accusati di aver progettato piattaforme finalizzate a creare dipendenza, specie nei più giovani. L’impostazione del processo richiama quello contro le industrie del tabacco, avvenuto negli anni 90, sia nelle strategie dell’accusa che nell’oggetto imputato: i social sono come le sigarette? Le aziende sapevano dei danni delle loro piattaforme sulla salute mentale?