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Dimissioni di Antonio Ereditato

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Antonio Ereditato si è dimesso dall'incarico di coordinatore del Progetto Opera. L'intenzione di lasciare la guida della collaborazione internazionale - che aveva registrato un'anomalia nella misura della velocità dei neutrini nei Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il 23 settembre scorso - è stata ufficializzata dopo una mozione, presentata da parte di alcuni membri di Opera, per chiederne le dimissioni. I risultati non hanno messo in minoranza Ereditato, che ha tuttavia ritenuto opportuna questa decisione, considerando la divisione all'interno del gruppo di ricercatori.

E' Antonio Masiero, vicepresidente dell'Infn, a farsi portavoce dell'Istituto ricordando che il progetto Opera continua nello studio delle proprietà dei neutrini: "l’Infn auspica che la collaborazione Opera possa ritrovare unità e nuova leadership nel perseguire il suo primario obiettivo specifico, quello di osservare la comparsa di neutrini di nuovo tipo a partire dai neutrini di tipo mu provenienti dal Cern". Ulteriori, e definitive, misure della velocità dei neutrini saranno tuttavia effettuate, sempre al Gran Sasso, da quattro esperimenti, compreso Opera. Alla fine del mese di Aprile, infatti, il Cern di Ginevra invierà un nuovo fascio di neutrini a 'pacchetti'.

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edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.