fbpx Il morso del T-Rex | Page 9 | Scienza in rete

Il morso del T-Rex

Read time: 2 mins

La ricostruzione della potenza delle fauci del Tyrannosaurus Rex ha permesso di scoprire che il morso di questo dinosauro era di gran lunga il più potente tra quelli degli animali terrestri conosciuti, sia di quelli viventi che di quelli ormai estinti.

Per giungere a questa conclusione – pubblicata su Biology Letters – Karl Bates (University of Liverpool) e Peter Falkingham (University of Manchester) hanno ricostruito la muscolatura delle fauci del T-Rex e hanno valutato la potenza del suo morso sia basandosi sui dati scheletrici, sia utilizzando un'analisi statistica e un confronto qualitativo con gli animali viventi ai nostri giorni. I due ricercatori hanno poi applicato i dati raccolti a un modello computerizzato che tenesse conto dei principali fattori anatomici e fisiologici che determinano la potenza del morso. Dalla simulazione è emerso che un T-Rex adulto era in grado di sviluppare con il suo morso una potenza che poteva arrivare fino a 57 mila Newton (quasi 6 tonnellate di forza peso), rivelandosi pertanto oltre quattro volte più potente di quanto stabilito da precedenti studi.

Il lavoro di Bates e Falkingham potrebbe permettere di archiviare forse in modo definitivo l'ipotesi che il T-Rex fosse un animale spazzino e non un cacciatore. Risulterebbe infatti priva di fondamento l'idea che l'enorme corporatura del dinosauro non fosse accompagnata da una adeguata muscolatura delle fauci obbligandolo ad accontentarsi delle prede abbandonate dagli altri cacciatori. Stando ai risultati dei due biologi, insomma, il T-Rex può a pieno titolo essere annoverato tra i più devastanti predatori apparsi sul nostro pianeta.

University of Liverpool

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Dinosauri

prossimo articolo

Tecnologie quantistiche: c’è ancora tempo per ragionare di equità

computer quantistico

Durante le celebrazioni per il centenario del fisico Abdus Salam al "suo" ICPT, che cade giovedì 29 gennaio, si parla di tecnologie quantistiche con alcuni ospiti. Abbiamo intervistato Tommaso Calarco, direttore del Quantum Control Group presso il centro di ricerca di Jülich in Germania, e fra i protagonisti della strategie italiana ed europea sul Quantum Flagship. È possibile seguire in diretto l'evento a questo link.

Immagine di copertina: Ragsxl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Il 29 gennaio 2026 si tengono a Trieste le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Abdus Salam, fisico di origine pakistana e vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1979 per l’unificazione tra interazioni elettromagnetiche e deboli. Nel 1964, Salam, insieme al fisico triestino Paolo Budinich, fondò l’International Center for Theoretical Physics, con la missione di garantire pari accesso alla scienza, indipendentemente da barriere geografiche, di genere o economiche. Proprio l’ICTP ospita l’evento.