fbpx Amazzonia al bivio | Page 13 | Scienza in rete

Amazzonia al bivio

Read time: 2 mins

Uno studio rivela come in Amazzonia le delicate interazioni tra l'aria proveniente dall'Atlantico, la traspirazione della foresta e la radiazione solare cominciano a risentire dell'impatto esercitato dall'uomo, con possibili drammatiche conseguenze per il clima globale.

Lo studio, al quale hanno contribuito una quindicina di ricercatori coordinati da Eric Davidson (Woods Hole Resealch Center) e che è stato pubblicato su Nature, ha portato alla costruzione di un quadro d'insieme con cui valutare le complicate connessioni che legano tra loro le mutazioni climatiche, l'espansione dell'agricoltura, i rischi associati agli incendi e, nel contempo, anche le variazioni nella produzione di gas serra e i cicli fondamentali dell'energia e dell'acqua.

Dall'analisi è emerso che il bacino Amazzonico è un sistema che lentamente sta avviandosi verso un regime disturbato, nel quale la naturale resistenza del sistema alle inevitabili variazioni naturali appare notevolmente compromessa. Il terribile doppio colpo che la siccità del 2005 (considerata per la sua gravità un evento che capita una volta ogni cento anni) e quella del 2010 (ancora più devastante della precedente!) hanno inferto al sistema Amazzonico è stato micidiale, ma se a questo si aggiungono altri attacchi la situazione può davvero precipitare. Il segno più recente di questi disturbi è l'incredibile proliferare di incendi, di gran lunga più frequenti rispetto ai secoli passati, la cui origine è una sorta di sottoprodotto delle procedure di deforestazione.

Oltre alle cause naturali ricorrenti quali le periodiche siccità, il bacino Amazzonico deve dunque sempre di più fare i conti con la mano dell'uomo. A tal proposito desta molta preoccupazione tra gli ambientalisti una proposta di legge in discussione al Senato brasiliano che potrebbe sfociare in una maggiore libertà di deforestazione e molto forte è il sospetto che dietro le quinte si stia muovendo la potente Confederazione dell'agricoltura.

WHRC - Nature paper

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.