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Troppo titanio sulla Luna

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Secondo un team di ricercatori, l'assenza di fenomeni vulcanici sulla Luna potrebbe dipendere dalla composizione chimica del magma, troppo ricco di titanio e dunque troppo pesante per affiorare in superficie.

Benché i dati sismici indichino che nel sottosuolo lunare sia presente magma fluido in gran quantità, l'ultimo episodio vulcanico sul nostro satellite risale a miliardi di anni fa. Per spiegare questa anomalia, alcuni ricercatori coordinati da Mirjam van Kan Parker e Wim van Westrenen (VU University di Amsterdam) hanno ricostruito in laboratorio il magma lunare e ne hanno misurato la densità pubblicando i risultati su Nature Geoscience. La "ricetta" della composizione del magma i ricercatori l'hanno ricavata direttamente dalla composizione delle rocce lunari riportate a Terra dalle missioni Apollo.

Una volta ricostruite le estreme condizioni dell'interno della Luna (una pressione di oltre 45 mila bar e una temperatura intorno ai 1500 gradi), hanno misurato la densità del magma utilizzando la potente radiazione X generata dall'ESRF (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble. L'analisi dei risultati, combinata con simulazioni numeriche, ha permesso di scoprire che in alcuni punti del sottosuolo lunare il magma presenta una densità particolarmente elevata a causa della presenza di titanio ed è proprio questa alta densità a impedire la risalita del magma in superficie.

Secondo i ricercatori la situazione potrebbe mutare in un lontano futuro. Raffreddandosi, il magma finirebbe col cambiare la sua composizione risultando in tal modo meno denso delle rocce circostanti. A quel punto potrebbe aprirsi una strada e risalire in superficie, arricchendo nuovamente il panorama lunare con una cornice di vulcani attivi.

ESRF

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Astronomia

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