fbpx La mano dell'uomo | Page 2 | Scienza in rete

La mano dell'uomo

Read time: 1 min

Uno studio suggerisce che il brusco cambiamento avvenuto 3000 anni fa in Africa centrale allorché la savana prese il posto della foresta pluviale potrebbe essere riconducibile anche all'intervento diretto dell'uomo.

La ricerca, pubblicata su Science, è opera di Germain Bayon (IFREMER, Unité de Recherche Géosciences Marines – Francia) e dei suoi collaboratori. I ricercatori hanno esaminato campioni di sedimenti marini provenienti dalla foce del fiume Congo dai quali hanno tratto informazioni sull'andamento climatico della regione centro africana. Mentre tra i 20 mila e i 3500 anni fa tale andamento climatico è apparso consistente con le precipitazioni, nel periodo successivo è invece emerso un deciso disaccoppiamento tra i due fenomeni.

Poiché tale brusco cambiamento è contemporaneo alla massiccia migrazione delle popolazioni di etnia Bantu attraverso l'Africa centrale, Bayon e il suo team suggeriscono che i due fatti possano essere correlati. Il clima e gli agenti atmosferici, insomma, non sarebbero l'unica spiegazione del brusco cambiamento che ha portato alla scomparsa della foresta pluviale, ma anche l'azione dei coloni, soprattutto per la necessità di ritagliarsi aree coltivabili, avrebbe avuto un ruolo importante.

C'è chi non concorda sul fatto che popolazioni così ristrette e con tecnologie così primitive possano aver giocato questo ruolo cruciale nella deforestazione, ma l'idea che sta a cuore a Bayon è sottolineare come non si debba trascurare la potenziale pericolosità della combinazione di cause naturali e antropiche.

Nature News

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Lo spillover non è una lotteria

disegno di lotteria da cui si estraggono virus

Il rischio zoonotico non è un evento casuale: è il risultato di interazioni sempre più intense tra attività umane ed ecosistemi. E se David Quammen, nel suo saggio "Spillover", proponeva l'immagine di una lotteria, anche gli studi più recenti sul commercio globale di fauna selvatica mostrano un quadro chiaro, nel quale le probabilità di spillover seguono traiettorie strutturate. Dobbiamo allora ripensare alla preparedness per intervenire non solo sulla risposta, ma anche sui sistemi che generano il rischio.

Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere un premio: una vita nuova in spazi più larghi.