fbpx La mano dell'uomo | Scienza in rete

La mano dell'uomo

Read time: 1 min

Uno studio suggerisce che il brusco cambiamento avvenuto 3000 anni fa in Africa centrale allorché la savana prese il posto della foresta pluviale potrebbe essere riconducibile anche all'intervento diretto dell'uomo.

La ricerca, pubblicata su Science, è opera di Germain Bayon (IFREMER, Unité de Recherche Géosciences Marines – Francia) e dei suoi collaboratori. I ricercatori hanno esaminato campioni di sedimenti marini provenienti dalla foce del fiume Congo dai quali hanno tratto informazioni sull'andamento climatico della regione centro africana. Mentre tra i 20 mila e i 3500 anni fa tale andamento climatico è apparso consistente con le precipitazioni, nel periodo successivo è invece emerso un deciso disaccoppiamento tra i due fenomeni.

Poiché tale brusco cambiamento è contemporaneo alla massiccia migrazione delle popolazioni di etnia Bantu attraverso l'Africa centrale, Bayon e il suo team suggeriscono che i due fatti possano essere correlati. Il clima e gli agenti atmosferici, insomma, non sarebbero l'unica spiegazione del brusco cambiamento che ha portato alla scomparsa della foresta pluviale, ma anche l'azione dei coloni, soprattutto per la necessità di ritagliarsi aree coltivabili, avrebbe avuto un ruolo importante.

C'è chi non concorda sul fatto che popolazioni così ristrette e con tecnologie così primitive possano aver giocato questo ruolo cruciale nella deforestazione, ma l'idea che sta a cuore a Bayon è sottolineare come non si debba trascurare la potenziale pericolosità della combinazione di cause naturali e antropiche.

Nature News

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Doping: cosa c'è dietro una positività e cosa insegna il caso legato ad Alex Schwazer?

campo di atletica

La positività all’eritropoietina contestata a Schwazer ha riportato al centro del dibattito pubblico il funzionamento dei controlli antidoping. Come si costruisce una prova scientifica nello sport? E quale ruolo hanno campioni biologici, controanalisi, catena di custodia e procedure di verifica?

A chi legge quotidianamente la cronaca sportiva capita spesso di imbattersi in notizie tutt'altro che inattese. Non è certo una sorpresa che nei giorni scorsi l'Argentina abbia superato l'Austria grazie a due gol di Lionel Messi. Una sensazione analoga l'ho provata quando ho letto dell'ennesimo caso di positività a sostanze dopanti in una competizione internazionale di atletica. Sarà il solito maratoneta keniano, ho pensato, considerando che con oltre 140 atleti sospesi negli ultimi anni il Kenya è uno dei Paesi più frequentemente coinvolti in vicende antidoping.