Se durante la replicazione del DNA, invece di nucleotidi contenenti desossiribosio, vengono incorporati per errore nucleotidi contenenti ribosio, cioè i normali costituenti dell’RNA, quel semplice atomo di ossigeno in più può fare molti danni: rende instabile la molecola, danneggia i cromosomi e, se non si corre subito ai ripari, può portare a morte la cellula. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Milano guidati da Paolo Plevani e Marco Muzi Falconi ha scoperto che, oltre a un primo livello di guardia, costituito dall’enzima RNasi H, esiste un altro sistema di protezione, una particolare DNA polimerasi che riesce in qualche modo a scavalcare l’ostacolo e proseguire la duplicazione del DNA nonostante la presenza dei ribonucleotidi. Ciò permette di evitare la morte della cellula, ma non impedisce che vi si accumulino danni. La scoperta, ottenuta grazie ai finanziamenti di MIUR, AIRC e Telethon, ha importanti implicazioni per lo studio dei tumori, spesso associati a stress nella replicazione del DNA, ma anche per la comprensione della patogenesi di una rara e ancora poco conosciuta malattia genetica, la sindrome di Aicardi-Goutières, causata da mutazioni nei geni codificanti per l’RNasi H.
Molecular Cell 2012: 45: 99-110
Se l’RNA ci mette il becco
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Ora tocca a Cuba

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando?
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C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).