Per non prendere l’AIDS bisogna avere il recettore giusto. Un gruppo di ricercatori italiani e spagnoli coordinati da Mario Clerici dell’Università degli studi di Milano hanno infatti dimostrato che una particolare variante del gene per il recettore Toll-Like receptor 3 (TLR3) è molto più frequente nei cosiddetti HIV-esposti sieronegativi, persone che nonostante ripetute occasioni di contrarre l’infezione per via ematica o sessuale non sviluppano una risposta anticorpale né tanto meno si ammalano. Gli studiosi hanno poi verificato anche in vitro che nei campioni provenienti da soggetti con la mutazione la replicazione del virus è ridotta rispetto ai controlli e c’è una maggiore espressione di fattori che indicano uno stato di attivazione del sistema immunitario, che può essere ulteriormente incrementata con agonisti dei TLR3. Il polimorfismo (rs3775291, Leu412Phe) permette quindi l’attivazione di una risposta immune anti HIV molto più precoce e potente, che potrebbe essere in grado di impedire la replicazione del virus e dunque l'infezione:un possibile nuovo bersaglio, quindi, per trovare una immunoterapia efficace nei confronti dell’AIDS.
Perché qualcuno non si ammala
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In morte di Maurizio Bonati

Ci ha lasciati in modo improvviso Maurizio Bonati che - tra le altre cose - è stato collaboratore assiduo e prezioso di Scienza in rete. Lo ricordiamo con alcuni dei suoi più recenti articoli, solo alcuni esempi fra i molti dell'ampiezza dei suoi interessi e della sua cultura, che tenevano sempre al centro le persone più fragili e il rifiuto per ogni forma di conflitto armato
In questa estate torrida che sembra decisa a non mollare mai, lavorando nel suo giardino, ci ha lasciato all’improvviso Maurizio Bonati. Per pagare il debito al ruolo istituzionale dirò che è stato responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica e del Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ma chiunque si interessi ai temi della salute pubblica prima o poi lo ha incontrato, ne ha letto o ci ha discusso perché Maurizio Bonati è sempre stato un acuto critico delle posizioni e degli approcci banali e accomodanti.