fbpx Vaccino per un parente di HIV | Scienza in rete

Vaccino per un parente di HIV

Primary tabs

Read time: 3 mins

Un gruppo di scienziati guidati da Dan Barouch, virologo del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, ha creato un vaccino in grado di proteggere scimmie Rhesus dall’infezione contro una potente forma di virus dell'immunodeficienza delle scimmie (SIV), virus molto simile a quello che causa l'AIDS nell'uomo. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Nature, offrono un barlume di speranza nella lotta contro l’AIDS; finora infatti nessuno studio è stato capace di trovare una cura o un vaccino per prevenire la trasmissione. Poiché l'HIV non causa la malattia nelle scimmie, la SIV è il miglior modello per valutare i vaccini prima di testarli sugli esseri umani.

In passato, i vaccini SIV hanno protetto i macachi solo da ceppi SIV usati per creare il vaccino stesso, o da ceppi facili da uccidere. In questo caso le scimmie Rhesus sono state trattate con due diversi tipi di vaccini: il primo composto da un adenovirus, il comune virus del raffreddore contenente geni diversi provenienti da un ceppo di laboratorio di SIV. Sei mesi più tardi, gli animali sono stati sottoposti a un secondo turno di vaccinazione, questa volta utilizzando un adenovirus o virus del vaiolo che contiene gli stessi geni SIV, al fine di potenziare la risposta immunitaria. Sei mesi dopo le scimmie sono state esposte a un ceppo di SIV che differiva dal ceppo del vaccino, e contro cui le scimmie hanno difficoltà nel montare un efficace risposta immunitaria. Dopo una sola esposizione al SIVmac215, solo il 12% degli animali vaccinati si sono infettate con il virus, contro il circa il 75% di coloro che hanno ricevuto vaccinazioni placebo. A seguito, di una esposizione settimanale al virus la maggior parte delle scimmie vaccinate sono state infettate. Il mix sperimentale di vaccini però ha ridotto la probabilità di contagio nelle scimmie dopo una solo esposizione al virus SIV di una percentuale intorno al 80% rispetto ad un vaccino placebo. Inoltre, nelle scimmie che avevano sviluppato l’infezione, il vaccino aveva abbassato notevolmente la quantità di virus nel sangue rispetto alle scimmie ammalate che avevano assunto un placebo.

Alla ricerca di una possibile spiegazione per il successo del vaccino, i ricercatori hanno analizzato decine di caratteristiche delle risposte immunitarie delle scimmie. Secondo il team di Barouch, uno degli elementi chiave per un vaccino davvero efficace anche contro il virus dell'immunodeficienza umana potrebbe essere la proteina Env che compone l'involucro esterno del virus: le scimmie che risultavano protette dalla vaccinazione erano infatti quelle che nel sangue presentavano anticorpi specifici diretti contro questa proteina. Il prossimo passo, già in programma, sarà quello di sperimentarne una versione adattata per l'uomo “Questo studio ci ha permesso di valutare l’efficacia protettiva di diverse combinazioni di vaccino, e questi dati aiuteranno i candidati più promettenti verso gli studi clinici”, ha osservato Dan Barouch.

Liu J, O'Brien KL, Lynch DM, et al. Immune control of an SIV challenge by a T-cell-based vaccine in rhesus monkeys. Nature 2009;457:87-91

Autori: 
Sezioni: 
Infezioni

prossimo articolo

Abbiamo un grosso problema con gli incendi

incendio in montagna

Gli incendi che stanno devastando il Mediterraneo nell'estate 2026 confermano una tendenza ormai consolidata: il cambiamento climatico rende i roghi più probabili, intensi e difficili da controllare, aggravando gli effetti di una gestione del territorio spesso inadeguata e delle cause di origine umana. Oltre a distruggere ecosistemi e aumentare le emissioni di CO₂, il fumo degli incendi rappresenta una minaccia crescente per la salute, con impatti documentati sulla mortalità e su alcune malattie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche. Prevenzione, gestione forestale e riduzione delle emissioni di gas serra restano le strategie chiave per contenere il rischio.

Foto di Mike Newbry su Unsplash

Dalla seconda metà di luglio 2026 l'Europa mediterranea è stretta in una morsa di incendi che stanno costringendo centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie case. Al 29 luglio 2026 si stimano quasi 435mila ettari di suolo bruciato da inizio anno, 1400 incendi contati, quasi 18 milioni di tonnellate di CO2 emesse (dati dell’European Forest Fire Information System).