fbpx Ancora temperature da record | Page 4 | Scienza in rete

Ancora temperature da record

Read time: 2 mins

Stando ai rilevamenti del Gruppo di Climatologia storica del CNR, anche quello appena concluso si è mostrato un anno piuttosto caldo, occupando addirittura il terzo posto, al pari del 2000, della particolare graduatoria che classifica gli anni più caldi degli ultimi due secoli.

I ricercatori dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima (ISAC) del CNR di Bologna hanno indicato come ciò sia in larga parte da imputare a una primavera e a un autunno (in particolare i mesi di aprile e settembre) ben al di sopra della media, soprattutto al Nord. I dati indicano che il 2011 ha fatto registrare un'anomalia di un grado sopra la media del periodo di riferimento 1971-2000. Il record, dunque, è ancora stabilmente in mano al 2003, caratterizzato da un'anomalia di +1.22 gradi sopra la media. A livello globale, stando alle rilevazioni della World Meteorological Organization, il 2011 occupa il decimo posto con un'anomalia di +0.41 gradi rispetto alla media del periodo 1961-1990.

Restando in ambito nazionale, ecco la graduatoria dei dieci anni più caldi dal 1800 a oggi fornita dall'ISAC: 2003, 1994, 2000 e 2011, 2007, 2001, 2002, 2009, 2008 e 2006. Si può notare come queste prime dieci posizioni siano praticamente monopolizzate da anni successivi al 2000 (mancano solamente il 2004, al quindicesimo posto, e il 2010). Per contrasto, l'anno più freddo dello stesso periodo è stato il 1816, con -2.63 gradi sotto la media.
Sempre secondo l'analisi ISAC, il 2011 non è stato solo particolarmente caldo, ma anche abbastanza secco. Con un 13% di precipitazioni in meno rispetto alla media di riferimento, infatti, l'anno appena trascorso si colloca al ventesimo posto della graduatoria degli anni meno piovosi dal 1800 ad oggi.

ISAC-CNR

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

NO, grazie. Metafore e considerazioni sparse sul referendum

In controluce nero su fondo bianco una mano introduce una scheda elettorale nell'urna

Pochi giorni ormai ci separano dal voto del referendum, ma ancora c’è tempo per chiarirsi le idee sui punti principali su cui saremo chiamati a dire la nostra. A partire da una considerazione: che il processo non è una partita di calcio, ma uno strumento scientifico per arrivare, per quanto possibile, alla verità, senza la quale non vi è giustizia. Il problema delle nomine al CSM è reale: ma se per eliminare una fastidiosa zanzara si impugnasse un bazooka e si sparasse al muro, sarebbe lecito pensare che l’obiettivo sia il muro, la zanzara solo il pretesto.

Crediti immagine: Element5 Digital su Unsplash

Mi sono state richieste riflessioni, sintetiche, sulle ragioni per cui si dovrebbe votare NO alla riforma costituzionale a breve al definitivo vaglio dei cittadini attraverso referendum.

Tenuto conto del numero di criticità che affliggono la proposta di modifica della carta fondamentale, dal metodo usato per approvarla (iniziativa governativa, nessun emendamento del Parlamento, in definitiva: una gran fretta), al merito, al pronostico sui suoi effetti, la sintesi si tradurrebbe in approssimazione. Mi limito dunque a osservazioni sparse.