fbpx Prevenire il contagio col tabacco | Page 20 | Scienza in rete

Prevenire il contagio col tabacco

Read time: 2 mins

Da principale bersaglio dei programmi di prevenzione contro il cancro e le malattie cardiovascolari, il tabacco potrebbe diventare una risorsa contro la diffusione dell’AIDS: queste piante possono infatti essere modificate geneticamente in modo da produrre un anticorpo che sembra in grado di neutralizzare la maggior parte dei ceppi noti di HIV. La terapia di prevenzione basata sull’utilizzo di questo anticorpo prevede la realizzazione di un preparato, come per esempio una pomata, da utilizzare a livello vaginale per bloccare il virus impedendo l’infezione.

Nel giugno 2011 all’Università del Surrey, nel Regno Unito, è iniziata la fase I di sperimentazione clinica dell’anticorpo per valutare la sicurezza del prodotto. Tale fase prevede la somministrazione di differenti dosi di anticorpo a 11 donne sane per escludere ogni ipotetica reazione nociva. I primi risultati di tale sperimentazione saranno disponibili a partire da ottobre 2012.

Produrre questo farmaco biologico inserendo il gene nelle piante di tabacco, invece che in animali o batteri, costa da 10 a 100 volte meno e ci si aspetta che siano altrettanto efficace e sicuro. «Si è così spianata la strada per una regolamentazione europea sull’uso di piante transgeniche per la produzione di molecole di interesse medico» hanno spiegato Linda Avesani e Mario Pezzotti, coordinatore del gruppo di ricerca dell’Università di Verona, che insieme con il CNR e l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), ha portato avanti il progetto Pharma Planta, finanziato dalla comunità europea con un contributo pari a 12 milioni di euro. «È quindi auspicabile che tale prodotto sia solo il primo di una lunga lista di prodotti di interesse farmaceutico prodotti utilizzando piante transgeniche».

http://www.univrmagazine.it/sito/vedi_articolo.php?id=1393

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
AIDS

prossimo articolo

Ora tocca a Cuba

disegno della bandiera di cuba su muro scrostato

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando? 

Leggi la versione in spagnolo
Leggi la versione in inglese

 

C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).