fbpx Leguminose senza più segreti | Scienza in rete

Leguminose senza più segreti

Primary tabs

Read time: 2 mins

Pubblicata su Nature la bozza della sequenza genomica di Medicago truncatula. I ricercatori coinvolti, provenienti da laboratori americani ed europei, sono riusciti a catturare il 94% dei geni della pianta assemblando i cloni della libreria genomica BAC e con l'aiuto dei risultati di sequenziamento ottenuti mediante la tecnica di ultima generazione Illumina.

Il lavoro ha stabilito che la duplicazione dell'intero genoma è avvenuta 58 milioni di anni fa ed ha avuto un ruolo fondamentale nel plasmare il genoma di M. truncatula contribuendo all'evoluzione della fissazione endosimbiontica dell'azoto. Infatti molti geni paraloghi, risultati dall'evento di duplicazione, in particolare geni coinvolti nella trasmissione del segnale e fattori di trascrizione, si sono differenziati durante l'evoluzione, assumendo un ruolo specifico, spesso nel processo di nodulazione.

Alla duplicazione segue un notevole riarrangiamento del genoma di truncatula se paragonato ad altre due leguminose già sequenziate Lotus japonicus e Glycine Max, rimangono comunque estese le aree sinteniche tra le tre piante confrontate.

Le leguminose (Fabaceae o Leguminosae) sono le uniche tra le piante coltivate in grado di compiere la fissazione dell’azoto atmosferico grazie alla simbiosi con il batterio Rhizobium leguminosarum, e M. truncatula rappresenta la pianta modello per gli studi biologici tra le leguminose.

La sequenza del genoma di questa pianta quindi rappresenta un’opportunità per ampliare lo studio e il miglioramento genetico di piante coltivate come Medicago sativa le cui conoscenze genomiche sono ancora limitate.

Young ND, Debellé F, Oldroyd GE, et al. The Medicago genome provides insight into the evolution of rhizobial symbioses. Nature 2011;doi: 10.1038/nature10625. [in corso di stampa]

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Genetica

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.