fbpx Donne e lavoro | Scienza in rete

Donne e lavoro

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il 31 gennaio 2012 a Bruxelles si discute di disuguaglianza tra i generi e malattie professionali. La giornata è stata organizzata  dall’Istituto dei Sindacati Europei (European Trade Union Institute-ETUI) e il Consiglio delle Pari Opportunità del Belgio.

Oggi nella maggior parte dei paesi l’impatto del lavoro sulla salute della donna è trascurato, in particolare quando si tratta di contratti precari e le donne coinvolte sono emigranti. Il fenomeno è poso considerato dall'informazione e dai sistemi di riconoscimento e di compensazione. Le motivazioni alla base non sono solo sociali o culturali, ma anche istituzionali e legislative.

Purtroppo si è creato un circolo vizioso: minore prevenzione nei settori in cui maggiore è la presenza femminile comporta una stima parziale degli effetti del lavoro sulla salute delle donne, a sostegno di un’immagine stereotipata in cui il lavoro femminile appare meno pericoloso.

Studiosi provenienti dal Québec, Finlandia, Francia e Belgio sono invitati ad analizzare le disparità di trattamento tra i generi diffuse nel mondo del lavoro e a indicare possibili strumenti per ricostruire la carriera e per ottenere il riconoscimento di malattie legate alla professione, con la speranza, da parte degli organizzatori, di aumentare la consapevolezza in particolare nelle persone direttamente interessate al riconoscimento, alla compensazione e alla prevenzione di malattie causate dal lavoro.

Study: Gender inequalities and occupational diseases
Organised by the European Trade Union Institute (ETUI) and the Belgian Council for the Equality of Women and Men
31 January 2012
at the SPF Emploi, Travail et Concertation sociale
Salle Henri Storck, 1 rue Ernest Blerot, 1070 Brussels

Autori: 
Sezioni: 
Società

prossimo articolo

Farmoplant, 38 anni dopo: memoria, salute e bonifiche ancora in cammino

Lo stabilimento di Avenza nel 1945

L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
 

Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.