fbpx Quattro strane rosse galassie | Scienza in rete

Quattro strane rosse galassie

Read time: 1 min

Scoperte grazie all'osservatorio orbitante infrarosso Spitzer quattro galassie estremamente rosse che potrebbero rappresentare gli stadi iniziali della formazione delle galassie un miliardo di anni dopo il Big Bang.

La vista acuta del telescopio Hubble non era riuscita a scorgerle, ma non sono sfuggite agli strumenti infrarossi di Spitzer: le quattro galassie, infatti, sono 60 volte più brillanti nell'infrarosso che non alle lunghezze d'onda operative di Hubble. Difficile dire perché queste quattro galassie, che appaiono fisicamente legate tra loro, siano così rosse. Potrebbe essere la polvere che le avvolge, oppure il fatto che le stelle che le compongono siano in gran parte vecchie e rosse, oppure ancora che questi sistemi stellari risiedano nelle remote profondità del cosmo e il loro arrossamento sia di natura cosmologica. L'unica cosa certa è che finora non ne erano mai state osservate di questo tipo.

Jiasheng Huang (Center for Astrophysics) e collaboratori, autori dello studio pubblicato su Astrophysical Journal, propendono per l'arrossamento dovuto alla loro enorme distanza. Le quattro galassie, cioè, sarebbero esemplari delle primissime galassie formatesi dopo il Big Bang: da esse, attraverso reciproche interazioni, si sarebbero poi formate tutte le altre. Uno scenario apparentemente confermato da alcuni indizi dai quali emergerebbe che due delle quattro starebbero proprio interagendo tra loro.

Maggiori conferme si attendono dalla precisa determinazione del loro red shift, possibile solamente attraverso delicate misurazioni da terra già pianificate.

CfA

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

La dignità della grazia

screenshot dal film La grazia

Nel suo ultimo film, il regista Paolo Sorrentino mette in scena i tormenti morali di un Presidente che deve decidere se concedere la grazia a due persone colpevoli di omicidio, seppure in circostanze attenuanti. Bisogna essere coraggiosi, oggi, per concedere la grazia, ma anche esigenti con se stessi e con gli altri. Eppure è un atto di gentilezza, una gioia per chi la riceve e per chi la concede.

Nell'immagine di copertina: uno screenshot dal film La grazia (2025), di Paolo Sorrentino

Il referendum sulla giustizia 2026 pone, a prescindere dal merito dei quesiti posti e dai pro e contra, che i diritti delle persone, della maggioranza, dei cittadini “comuni” siano, ancora una volta, ampiamente limitati perché il linguaggio della pubblica amministrazione e della giurisprudenza è troppo spesso incomprensibile. Non è solo l’uso del burocratese, ma anche del vocabolario antiquato e spesso farraginoso delle disposizioni di legge, forse alla base anche delle diverse interpretazioni delle leggi da parte degli stessi giuristi e, ovviamente, dei politici.