Si è svolto martedì 29 novembre l’Italian Industrial Biotech 2011, l’evento dedicato alle biotecnologie industriali italiane, organizzato da Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie) e l’Italian Biocatalysis Center, in collaborazione con il Parco Tecnologico di Lodi, la Fondazione Filarete e lo studio legale internazionale Bird & Bird. L’evento ha avuto luogo a Milano presso la Fondazione Filarete (viale Ortles 22/4) nata nel 2008 dall’iniziativa dell’Università degli Studi di Milano, della Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo a cui si è in seguito unita la Camera di Commercio di Milano come socio co-fondatore e Novamont SpA come socio aderente.
Sono intervenuti all’evento: Giovanna Speranza – Università degli Studi di Milano e Italian Biocatalysis Center, Mario Salerno, Fondazione Filarete, Alessandro Sidoli – Presidente di Assobiotec, Gianluca Carenzo – Parco Tecnologico Padano, Massimiliano Mostardini, Bird & Bird e Luca Stanzione – Assessorato alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano.
Le imprese che fanno biotecnologie industriali censite dal Rapporto sulle biotecnologie in Italia 2011 realizzato da Assobiotec ed Ernst&Young in collaborazione con Farmindustria e l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero (ICE) risultano essere 41, delle quali 21 white dedicate e 20 multi core, ovvero attive anche in altri settori di applicazione. I principali settori sono farmaceutico, cosmetico, tessile ed energetico. “Nonostante caratterizzato da una riconosciuta eccellenza scientifica – ha commentato Sidoli, Presidente di Assobiotec – il biotech italiano ha comunque bisogno di poter contare su un rigoroso quadro di interventi economici, finanziari e fiscali a sostegno della ricerca e dell’innovazione. Occorrono strumenti innovativi adeguati e coerenti alle esigenze del settore e comunque tali da garantire l’allocazione ottimale delle risorse, rigorose procedure di valutazione dei progetti, snellimento della burocrazia e sostegno della piccola e media impresa innovativa”.
“Altrettanto importante è la brevettazione delle invenzioni biotecnologiche – ha proseguito Massimiliano Mostardini dello studio legale Bird & Bird – non solo come strumento di protezione delle invenzioni ma anche come fonte di ricchezza per imprese ed inventori e potenziale attrattiva di finanziamenti pubblici e investimenti privati da parte di società di venture capital”.
A seguire i protagonisti di imprese, università e centri di ricerca pubblici e privati attivi nei diversi segmenti delle biotecnologie industriali che vanno dall’agroalimentare, alle energie rinnovabili, all’ambiente, ai biopolimeri, al tessile, alla biocatalisi e alla farmaceutica hanno presentato alla folta platea presente i loro progetti di ricerca con l’obiettivo di creare possibili collaborazioni e fare crescere il settore in Italia.
