fbpx Contro E.coli ci vuole anche CD14 | Scienza in rete

Contro E.coli ci vuole anche CD14

Read time: 1 min

Contro le infezioni batteriche, e in particolare quella da Escherichia coli che tanto ha fatto parlare di sé la scorsa estate, il sistema immunitario sembra non poter fare a meno di una molecola presente sulle cellule responsabili dell’immunità innata : la proteina CD14. Secondo uno studio apparso sulla rivista Cell e frutto della collaborazione tra l’Università di Milano-Bicocca e la Harvard Medical School di Boston, questa molecola sarebbe fondamentale per innescare i meccanismi che portano alla produzione di interferoni di tipo I, sostanze in grado di ostacolare le infezioni batteriche. Alla base c’è il legame tra una molecola del batterio, il lipopolisaccaride (LPS) e un recettore presente sulle cellule del sistema immunitario (TLR4). CD14 non solo favorirebbe questo legame, ma sarebbe anche necessaria per il trasporto del complesso LPS-TLR4 all’interno della cellula in modo da dare inizio alla cascata di segnali che culminano con la produzione di interferoni. Dato il suo ruolo, secondo i ricercatori, CD14 potrebbe diventare il bersaglio di terapie contro le risposte immunitarie incontrollate, dovute alla presenza di alte dosi di LPS nel sangue, come accade per alcune forme di sepsi. In questi casi è proprio l’alta dose di LPS a causare una produzione eccessiva di interferoni, deleteri per l’organismo.

 

Cell, pubblicato il 14 novembre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Immunologia

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.