fbpx Rifiuti, salute in pericolo | Page 4 | Scienza in rete

Rifiuti, salute in pericolo

Read time: 3 mins

Salute e rifiuti, un binomio dalle implicazioni in gran parte sconosciute. A far chiarezza, uno studio, dal titolo “Health impact assessment of waste management facilities in three European countries”,  condotto da un team internazionale di ricercatori* e pubblicato lo scorso giugno su PubMed Central.

L’indagine ha preso come campione tre Paesi, (Italia, Slovacchia e Inghilterra) e valutato se e quanto discariche e inceneritori impattano sulla salute di coloro che vi abitano vicino.

Come dato di partenza, il numero di abitanti nel raggio di 3 km da inceneritori, ovvero 1.000.000 in Italia, 16.000 in Slovacchia e 1.200.000 in Inghilterra. Interessanti i risultati emersi: in Italia, nel periodo 2001 – 2050, si stima che i casi di carcinoma collegati alla presenza di inceneritori saranno, in totale, 2.729, la maggioranza dei quali in seguito a esposizione prima del 2001. Il numero totale dei casi di cancro attribuibile all'esposizione dal 2001 al 2020 è, invece, di 189. Alti anche i valori registrati in Inghilterra, dove il numero totale di casi di cancro durante il periodo 2001-2020 è di 120. Nettamente più bassi i dati rilevati in Slovacchia: nello stesso arco di tempo, infatti, i casi calcolati scendono a 1,2.
Lo studio ha anche fornito una stima degli anni di vita persi (YoLL) in relazione all’esposizione a PM10, il particolato sottile, e NO2, il biossido di azoto. Nel complesso, il massimo impatto degli inceneritori è di 1,25 giorni per ogni persona in Italia, 0,82 giorni in Slovacchia, e 1,20 in Inghilterra.

Le conseguenze sulla salute derivanti dalla gestione dei rifiuti non si fermano agli inceneritori. Coloro che abitano in un raggio di 2 km da discariche, secondo l’indagine, sono 1.350.000 in Italia, 329.000 in Slovacchia e 1.425.000 in Inghilterra.

Le discariche sono da anni oggetto di studi mirati all’individuazione di tutte le implicazioni legate alla loro presenza sul territorio. Il team capitanato da Francesco Forastiere ha anche valutato la loro incidenza sulla salute dei più piccoli, calcolando i casi di malformazioni congenite e le nascite di neonati con un peso al di sotto della media.  In relazione al periodo 2001 – 2030, la previsione in Italia è di 1,96 nascituri con difetti all’anno, 1,54 in Slovacchia e 2,7 in Inghilterra. 
Il numero stimato di bambini di basso peso è 42, 13 e 58 casi all'anno rispettivamente per i tre Paesi.

Tuttavia, si legge nello studio, l'impatto sulla salute di discariche e inceneritori può definirsi moderato rispetto ad altre fonti di inquinamento ambientale come, ad esempio, emissioni derivanti dal traffico veicolare o industriale. Indiscussa l’importanza rivestita dalle attuali forme di gestione dei rifiuti (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero energetico e smaltimento), pur restando gli effetti del loro impatto ancora controversi.

Forastiere F, Badaloni C, de Hoogh K, et al. Health impact assessment of waste management facilities in three European countries. Environ Health. 2011 Jun 2;10:53.

*Francesco Forastiere,1 Chiara Badaloni,1 Kees de Hoogh,2 Martin K von Kraus,3 Marco Martuzzi,4 Francesco Mitis,4 Lubica Palkovicova,5 Daniela Porta,1 Philipp Preiss,6 Andrea Ranzi,7 Carlo A Perucci,1 and David Briggs2.
1Department of Epidemiology, Regional Health Service, Lazio2Department of Epidemiology and Biostatistics, Imperial College, London, UK
3World Health Organization, Regional Office for Europe, Copenhagen, Denmark
4World Health Organization, Regional Office for Europe, Rome, Italy
5Department of Environmental Medicine, Slovak Medical University, Bratislava, Slovakia
6Institute of Energy Economics and the Rational Use of Energy, University of Stuttgart, Germany
7Environmental Health Reference Centre, Regional Agency for Environmental Prevention of Emilia Romagna, Modena, Italy

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

Nuove linee guida alimentari USA: tra “cibo vero” e messaggi contraddittori

Immagine della nuova piramide alimentare introdotta negli USA

Se da un lato i richiami a consumare meno zuccheri e più cibi freschi possono essere considerati aspetti positivi delle nuove linee guida alimentari degli USA, altri aspetti scientifici e comunicativi sono davvero fuorvianti e pericolosi, come hanno notato diverse fonti accreditate come la Società Italiana di Nutrizione Umana e l'Università di Harvard. Stiamo parlando in particolare della piramide rovesciata, l'invito a dosi eccessive di proteine e l'assenza di considerazioni ambientali e socioeconomiche. 

Il 7 gennaio 2026 il Dipartimento della Salute (HHS) e quello dell’Agricoltura (USDA) statunitensi hanno pubblicato la nuova edizione delle Dietary Guidelines for Americans (DGA) 2025–2030 (https://www.dietaryguidelines.gov), presentandole come un “reset” della politica nutrizionale federale, con uno slogan semplice: “eat real food” (“mangia cibo vero”).