fbpx Inseguendo le vagabonde blu | Scienza in rete

Inseguendo le vagabonde blu

Primary tabs

Read time: 2 mins

Accurate osservazioni sulle stelle dell'ammasso aperto NGC 188 hanno permesso di suggerire che la formazione delle cosiddette “vagabonde blu” non è dovuta a collisioni stellari.

Le blue stragglers (letteralmente, vagabonde blu) sono membri di ammassi stellari che, pur appartenendo alla sequenza principale, sono più brillanti e blu delle altre componenti dell'ammasso e costituiscono un vero enigma per gli astrofisici. Poiché le stelle di un ammasso nascono tutte assieme, infatti, queste stelle più brillanti dovrebbero ormai essersi trasformate in giganti oppure trovarsi in fasi evolutive ancora più avanzate. Le possibili spiegazioni chiamano in causa collisioni stellari o acquisizione di materia da una stella compagna, eventi in grado di condurre una stella a una sorta di ringiovanimento.

Le osservazioni di Aaron Geller e Robert Mathieu (University of Wisconsin – Madison) sull'ammasso stellare aperto NGC 188, distante circa 5000 anni luce in direzione della costellazione di Cefeo, hanno permesso di scoprire che 16 blue stragglers dell'ammasso hanno una piccola compagna, rilevabile solamente grazie ai minimi spostamenti che induce nella stella più grande. Poiché l'ipotesi collisionale chiama in causa compagne molto più massicce, dallo studio di Geller e Mathieu – pubblicato su Nature – emergerebbe come lo scenario migliore per spiegare queste vagabonde blu possa essere quello che prevede il furto di materia dalla compagna più piccola, ormai evoluta allo stadio di nana bianca.

Per avere una conferma osservativa diretta di queste nane bianche, i due astronomi hanno già prenotato il telescopio spaziale Hubble: vogliono provare a individuarle osservando nell'ultravioletto. 

Sky&Telescope

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Punire prima? I quattordicenni subito imputabili

il castello di Nisida

Il governo ha presentato un disegno di legge che inverte l’onere della prova per i minori tra i 14 e i 18 anni: non sarà più il giudice a dover dimostrare la loro capacità di intendere e volere, ma la difesa a dover provare il contrario. Una misura che non abbassa l’età imputabile, ma che secondo molti giuristi tradisce la logica educativa su cui si fonda da trent’anni il sistema penale minorile italiano.

Immagine: General Cucombre from New York, USA - Napoli 3691 Uploaded by Markos90 CC BY 2.0

Nel pomeriggio di giovedì 23 luglio 2026, seduta n.182, il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge recante modifiche in materia di imputabilità del minore. Si conoscerà il testo del D.d.l. non appena sarà trasmesso al Parlamento e per ora occorrerà accontentarsi del comunicato stampa pubblicato sul sito del Governo e del testo attuale degli artt. 98 co. 1 c.p. e 9 d.P.R. 448/1998, entrambi interessati dal disegno di legge.