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Proiettile in avvicinamento

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Occhi (e antenne radar) puntati al cielo il prossimo 8 novembre quando un oggetto scoperto nel 2005 passerà senza alcuna conseguenza nei pressi della Terra, a una distanza inferiore a quella lunare. Il nome dell'asteroide, le cui dimensioni sono di circa 400 metri, è 2005 YU55 e già in aprile dello scorso anno il gigantesco radiotelescopio di Arecibo (Portorico) era riuscito a catturare la sua immagine radar. Oltre all'osservatorio di Arecibo, per questo passaggio gli astronomi hanno già prenotato anche la poderosa antenna da 70 metri del sistema Deep Space Network di Goldstone. L'obiettivo è quello di acquisire la maggior quantità possibile di informazioni su questa collinetta cosmica che se ne va pericolosamente a zonzo tra i pianeti. 2005 YU55, infatti, ha un'orbita che lo porta a incontri ravvicinati, oltre che con la Terra, anche con Marte e Venere.

Poiché avverrà a circa 325 mila chilometri dalla Terra, il passaggio di 2005 YU55 non desta alcuna preoccupazione, ma si tratta comunque del maggiore avvicinamento di questo asteroide negli ultimi due secoli. Per osservare il suo transito è necessario di disporre di un telescopio con apertura di almeno 15 centimetri.
L'ultima volta che un oggetto di queste dimensioni è passato nei paraggi della Terra era il 1976 (ma lo si è scoperto qualche anno dopo) e il prossimo è previsto per il 2028.

NASA - Bad Astronomy

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Astronomia

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Addio a Gino Nicolais, ci mancherà

Luigi Nicolais

Luigi (Gino) Nicolais, nato nel 1942, è stato assessore, ministro, professore universitario, presidente CNR, ma soprattutto uno scienziato di fama nel campo della ingegneria chimica e dello studio dei materiali. Sempre attento ai temi dell'innovazione e della politica della ricerca, ha contribuito a fondare, nel 2003, il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. È scomparso il 12 gennaio 2026. Il Gruppo 2003 lo ricorda come un caro amico e ispirato presidente. 

Ho avuto l'onore di conoscere Gino Nicolais nei ranghi del Gruppo 2003 per la ricerca, associazione che in quell'anno "Gino", come si faceva chiamare, ha fondato insieme ad altri noti scienziati italiani con l’obiettivo di aumentare la reputazione della cultura scientifica e promuoverne il ruolo strategico nel nostro Paese.