fbpx Proiettile in avvicinamento | Scienza in rete

Proiettile in avvicinamento

Primary tabs

Read time: 1 min

Occhi (e antenne radar) puntati al cielo il prossimo 8 novembre quando un oggetto scoperto nel 2005 passerà senza alcuna conseguenza nei pressi della Terra, a una distanza inferiore a quella lunare. Il nome dell'asteroide, le cui dimensioni sono di circa 400 metri, è 2005 YU55 e già in aprile dello scorso anno il gigantesco radiotelescopio di Arecibo (Portorico) era riuscito a catturare la sua immagine radar. Oltre all'osservatorio di Arecibo, per questo passaggio gli astronomi hanno già prenotato anche la poderosa antenna da 70 metri del sistema Deep Space Network di Goldstone. L'obiettivo è quello di acquisire la maggior quantità possibile di informazioni su questa collinetta cosmica che se ne va pericolosamente a zonzo tra i pianeti. 2005 YU55, infatti, ha un'orbita che lo porta a incontri ravvicinati, oltre che con la Terra, anche con Marte e Venere.

Poiché avverrà a circa 325 mila chilometri dalla Terra, il passaggio di 2005 YU55 non desta alcuna preoccupazione, ma si tratta comunque del maggiore avvicinamento di questo asteroide negli ultimi due secoli. Per osservare il suo transito è necessario di disporre di un telescopio con apertura di almeno 15 centimetri.
L'ultima volta che un oggetto di queste dimensioni è passato nei paraggi della Terra era il 1976 (ma lo si è scoperto qualche anno dopo) e il prossimo è previsto per il 2028.

NASA - Bad Astronomy

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.