fbpx Vent'anni della rete GARR | Page 16 | Scienza in rete

Vent'anni della rete GARR

Read time: 3 mins

Si è svolto stamattina presso il MIUR l’evento celebrativo dei primi venti anni della rete italiana dell’università e della ricerca GARR: tra i partecipanti alcune personalità di spicco  del MIUR, del MiBAC, del Ministero della Salute e degli Enti Soci del Consortium GARR: CNR, ENEA, INFN e Fondazione CRUI. L’evento ha costituito un’importante occasione per riflettere su come le reti della ricerca e i loro utilizzatori abbiano cambiato il modo di fare scienza negli ultimi venti anni, nonché per illustrare i benefici e le opportunità che le infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo offrono alla comunità scientifica e accademica italiana contribuendo alla costruzione dello Spazio Europeo della Ricerca voluto dalla Commissione Europea.

GARR-X, il progetto oggi in fase di attuazione che porterà alla realizzazione di una Next Generation Network nazionale per l’Università e la Ricerca, è infatti presente nella Roadmap Italiana delle Infrastrutture di Ricerca di Interesse Paneuropeo, si inserisce pienamente nella progettazione dello Spazio Europeo della Ricerca.

Nel corso dell’evento si è svolta la cerimonia di consegna di due Premi che il GARR ha istituito quest’anno, destinati a proposte o lavori originali formulati da giovani ricercatori. I premi sono intitolati a due personalità di spicco che si sono spese nella costruzione della Rete della ricerca italiana: Orio Carlini, che è stato uno dei padri fondatori della rete GARR e Antonio Ruberti, uno dei più grandi fautori della rete GARR, che è stato Rettore e Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

La prima Rete GARR venne inaugurata nel 1991, grazie al contributo del MURST e di tutti i principali attori della Ricerca e dell’Innovazione italiana di quegli anni: CNR, INFN, ENEA e i Consorzi di Calcolo CINECA, CILEA e CSATA in rappresentanza delle Università. La nascita del GARR fu fortemente voluta dal MURST, che riteneva di fondamentale importanza la realizzazione di un’unica Rete Nazionale per l’Università e la Ricerca. In conseguenza di questo preciso disegno strategico, alla fine degli anni ’80, nasceva il gruppo di lavoro GARR (Gruppo per l'Armonizzazione delle Reti della Ricerca), con lo scopo di rappresentare organicamente la comunità scientifica delle Università e degli Enti Pubblici di Ricerca italiani nelle attività di realizzazione, gestione e ricerca delle reti informatiche, istituzionalizzato e coordinato dalla  Commissione ministeriale (Commissione Calcolo Scientifico, poi Commissione Reti e Calcolo Scientifico).

 “Nato dalla comunità dell’università e della ricerca come gruppo composto da esperti appartenenti a istituzioni diverse, GARR si identifica pienamente con la comunità dell’università e della ricerca. Se il GARR negli anni ha portato avanti importanti attività di ricerca e sviluppo di nuove idee, nuovi protocolli, nuove tecnologie, nuovi servizi lo deve infatti all’attitudine all’ascolto dei requisiti della comunità e al dialogo continuo con i suoi utilizzatori” - ha evidenziato nel suo intervento il presidente del GARR, Marco Pacetti.

Ma cosa ci riservano i prossimi 20 anni della rete? "La rete sarà sempre meno connettività pura e sempre più infrastruttura integrata capace di offrire servizi e applicazioni innumerevoli ai suoi utenti,” – ha spiegato il direttore del GARR, Enzo Valente – “una infrastruttura capace di evolvere e di adattarsi alle esigenze degli utenti e di trasformarsi in molte infrastrutture dedicate che rispecchino le esigenze delle varie comunità, diventando strumento per realizzare collaborazioni diffuse e interdisciplinari, accedere a risorse, dati e strumentazioni”.

Maggiori informazioni: www.garr.it 
Autori: 
Sezioni: 
Ricerca

prossimo articolo

Infermiere e infermieri, colonne portanti di Medici Senza Frontiere

Ettore Mazzanti del consiglio direttivo di MSF

Da aprile, a guidare Medici Senza Frontiere sono due infermieri, Martina Marchiò ed Ettore Mazzanti.  Segno di un modello in cui la professione infermieristica è centrale non solo nella cura, ma anche nella gestione delle emergenze e nel coordinamento dei progetti umanitari. Dalle guerre alle epidemie, dalle crisi nutrizionali ai campi profughi, l’esperienza maturata sul campo da infermiere e infermieri di MSF diventa un patrimonio di competenze cliniche, organizzative e relazionali che può arricchire anche il sistema sanitario italiano.

La sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha recentemente rinnovato il proprio consiglio direttivo, affidando i ruoli di presidente e vicepresidente a due infermieri, Ettore Mazzanti e Martina Marchiò. È una scelta che non rappresenta un’eccezione all’interno dell’organizzazione, ma che riflette una caratteristica strutturale di MSF: la posizione centrale della professione infermieristica non solo nell’assistenza clinica, ma anche nella gestione dei progetti umanitari e nel coordinamento operativo sul campo.