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Via a Galileo, il GPS europeo

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Lanciati il 21 ottobre dalla base di Kourou (Guaiana francese) a bordo di un vettore Soyuz i primi due satelliti del progetto Galileo, il sistema intelligente di navigazione satellitare realizzato e gestito completamente in Europa. Si è dunque compiuto un passo cruciale nella realizzazione del programma Galileo, una costellazione di 30 satelliti (27 operativi e 3 di riserva) disposti su tre piani orbitali a 23 mila km di quota che garantiranno, a partire dal 2014, un servizio di posizionamento globale estremamente preciso. I ricevitori predisposti, infatti, potranno garantire un’accuratezza inferiore ai 4 metri in orizzontale e inferiore agli 8 metri in verticale. L'estrema precisione del sistema è garantita da due orologi atomici Maser, i più precisi mai costruiti finora, con un grado di accuratezza pari a un secondo su tre milioni di anni.

Benché Galileo sia stato progettato per essere completamente autosufficiente, sarà comunque compatibile e interoperativo con l'attuale sistema GPS (controllato dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti) e la sua già elevatissima precisione potrà spingersi ancora più in là in particolari ambiti, quali per esempio le operazioni di salvataggio o le missioni militari di pace.

europa.eu  -  ESA

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incendio nella terra dei fuochi

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi ha riconosciuto che le conoscenze accumulate nel tempo erano già sufficienti a imporre misure di protezione della popolazione. A più di un anno e mezzo dalla condanna dell’Italia, la questione non è quindi soltanto produrre nuove prove sui danni ambientali e sanitari, ma capire quale ricerca serva oggi: una sorveglianza continua e più fine sul territorio, capace di integrare ambiente e salute, individuare le popolazioni più esposte e verificare se gli interventi di prevenzione e risanamento stiano davvero riducendo i rischi.

Nell'immagine di copertina: incendio ad Afragola, 2012. Crediti: Gianluca Rizzi/Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0

Il 30 gennaio 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non avere protetto adeguatamente la popolazione della Terra dei Fuochi da un rischio ambientale e sanitario conosciuto da molti anni. È trascorso più di un anno e mezzo: poco rispetto alla lunga storia di questo territorio, ma più che sufficiente per chiedersi che cosa la sentenza possa cambiare anche nel modo di produrre e utilizzare le conoscenze su ambiente e salute.