fbpx Via a Galileo, il GPS europeo | Scienza in rete

Via a Galileo, il GPS europeo

Primary tabs

Read time: 1 min

Lanciati il 21 ottobre dalla base di Kourou (Guaiana francese) a bordo di un vettore Soyuz i primi due satelliti del progetto Galileo, il sistema intelligente di navigazione satellitare realizzato e gestito completamente in Europa. Si è dunque compiuto un passo cruciale nella realizzazione del programma Galileo, una costellazione di 30 satelliti (27 operativi e 3 di riserva) disposti su tre piani orbitali a 23 mila km di quota che garantiranno, a partire dal 2014, un servizio di posizionamento globale estremamente preciso. I ricevitori predisposti, infatti, potranno garantire un’accuratezza inferiore ai 4 metri in orizzontale e inferiore agli 8 metri in verticale. L'estrema precisione del sistema è garantita da due orologi atomici Maser, i più precisi mai costruiti finora, con un grado di accuratezza pari a un secondo su tre milioni di anni.

Benché Galileo sia stato progettato per essere completamente autosufficiente, sarà comunque compatibile e interoperativo con l'attuale sistema GPS (controllato dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti) e la sua già elevatissima precisione potrà spingersi ancora più in là in particolari ambiti, quali per esempio le operazioni di salvataggio o le missioni militari di pace.

europa.eu  -  ESA

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Tecnologia

prossimo articolo

Via libera agli specchi spaziali: chi difenderà il cielo notturno?

cielo notturno

La Federal Communications Commission ha autorizzato il lancio di Eärendil-1, il satellite dimostrativo con cui la start-up californiana Reflect Orbital testerà uno specchio orbitale capace di riflettere la luce del Sole sulla Terra dopo il tramonto. L'azienda punta a una futura costellazione di decine di migliaia di satelliti per illuminare impianti solari, cantieri ed emergenze. Ma astronomi, ambientalisti e ricercatori avvertono: l'inquinamento luminoso e gli effetti sull'ambiente potrebbero riguardare l'intero pianeta, in un vuoto normativo internazionale.

Entro la fine dell’anno la start-up californiana Reflect Orbital vuole mettere in orbita un satellite sperimentale che dispiegherà un sottilissimo foglio di mylar riflettente, quattro petali triangolari a formare un quadrato di 18 metri di lato, per riflettere la luce solare verso la Terra dopo il tramonto. Si tratta di un prototipo che verrà utilizzato per condurre dei test necessari per validare la tecnologia di illuminazione diretta precisamente verso la posizione di chi la richiede, evitando di disturbare chi non la vuole.