fbpx Proposta vincente | Page 7 | Scienza in rete

Proposta vincente

Read time: 3 mins

Tra i vincitori del bando 2001 dello European Research Council c'è il progetto d Luigi Guzzo dell'INAF. Tra i suoi obiettivi capire "se l'energia oscura esiste o se invece si debbano ritoccare le equazioni di Einstein".

Una proposta che vale quasi due milioni di euro. È il progetto “Illuminating dark energy with the next generation of cosmological redshift surveys”, presentato da Luigi Guzzo, astronomo dell’ INAF – Osservatorio Astronomico di Brera in risposta al bando 2011 dell’ European Research Council, organo dell’Unione Europea che si occupa di finanziare una parte della ricerca scientifica, e che gli ha permesso di vincere un advanced grant da un milione e 700.000 euro è quanto riceverà questo progetto, risultato tra i vincitori del bando.

“La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, anche perché era attesa solo per fine mese”, ci ha detto Luigi Guzzo ai microfoni dei nostri studi. “Il mio progetto intende sviluppare nuovi metodi per capire attraverso la mappatura della distribuzione delle galassie, le cosiddette redshift surveys, se davvero il nostro Universo stia accelerando la sua espansione perché “gonfiato” dalla presenza di una sfuggente energia oscura. Oppure se l’accelerazione osservata sia in realtà un miraggio, un’indicazione che la teoria della Relatività Generale su grandi scale non funzioni più perfettamente. In pratica, vogliamo essere in grado di capire se l’energia oscura esista o se invece si debbano ritoccare le equazioni di Einstein”.

Per trovare la risposta sarà necessario analizzare la distribuzione delle galassie su grande scala con una precisione superiore a quella ottenuta finora, in modo da ricalcolare i parametri cosmologici fondamentali utilizzati nei modelli che descrivono la formazione e l’evoluzione dell’Universo. Prima però dovranno essere sviluppate nuove tecniche di analisi, perché, con il miglioramento dei dati disponibili, quelle attuali stanno mostrando i loro limiti.

“Il finanziamento sarà utilizzato per formare un gruppo di ricerca all’altezza di questo compito, sostenendo 5 posizioni di post doc e 3 borse di Dottorato di ricerca, oltre a permettere l’acquisto di attrezzature e computer e coprire le spese per congressi e riunioni. In cinque anni dovremo sviluppare le nuove tecniche, testarle su simulazioni numeriche e applicarle infine all’analisi dei dati delle redshift surveys attualmente in corso o in fase di progetto. Queste includono progetti come VIPERS, con cui, assieme a diversi gruppi dell’INAF, stiamo costruendo un nuovo campione di 100.000 galassie lontane utilizzando il Very Large Telescope dell’ESO. Nel più lungo termine, queste tecniche saranno fondamentali anche per la missione spaziale Euclid recentemente approvata“. Un’impresa difficile ma non impossibile, che Luigi Guzzo affronta con l’entusiasmo e la determinazione che l’hanno portato a credere nel suo progetto vincente.

“I risultati di questa 4° call – dice Soccorsa Le Moli Responsabile delle Relazioni Internazionali dell’INAF –  in cui per la prima volta un ricercatore INAF è stato selezionato per un advanced grant e altre 4  delle 8 candidature INAF hanno ottenuto un’ottima valutazione, oltre ad essere ovviamente ascrivibili al valore scientifico delle proposte, sono anche il prodotto dell’impegno dell’Istituto Nazionale di Astrofisica  nell’assistere e sostenere i ricercatori proponenti attraverso il lavoro svolto dagli uffici competenti”.

L’intervista completa a Luigi Guzzo

Tratto da www.media.inaf.it

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Scongelare i cervelli, non i ghiacciai

Particolare di una formazione di ghiaccio

Matteo Motterlini nel suo ultimo saggio spiega quali sono le trappole mentali che ci spingono a non reagire di fronte ai rischi connessi alla crisi del clima. E a disinnescarle, per darci la possibilità di attivare il cambiamento iniziando dall’unico luogo in cui può essere concepito un futuro diverso: il nostro cervello. Crediti immagine: Foto di Sophia Simoes su Unsplash

Perché la crisi climatica non ci smuove? Perché continuiamo a posticipare l’inevitabile? Perché ignoriamo chi verrà dopo di noi? Perché cambiare ci costa così tanto? Perché distruggiamo il più prezioso dei beni comuni: la nostra casa, la Terra? Perché crediamo ancora nella crescita infinita, su un pianeta che ha limiti ben precisi? Perché neghiamo l’evidenza? Perché non ci fidiamo della scienza?