fbpx Asteroidi vicini: meno del previsto | Page 3 | Scienza in rete

Asteroidi vicini: meno del previsto

Read time: 1 min

Le osservazioni infrarosse del satellite WISE hanno permesso agli astronomi di ridimensionare il numero dei cosiddetti Near Earth Asteroid (NEA), gli asteroidi che orbitano nei pressi del nostro pianeta.

Fino a qualche tempo fa la popolazione dei NEA con dimensioni comprese tra 100 metri e 1 km era stimata in circa 35 mila oggetti, ma il contributo dell'osservatorio WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ha permesso ad Amy Mainzer (Jet Propulsion Laboratory) e al suo team di ridefinire al ribasso il loro numero. L'analisi dei dati – lo studio verrà pubblicato su The Astrophysical Journal – ha infatti portato gli astronomi a suggerire che gli asteroidi di media stazza sarebbero invece 19500, dunque oltre il 40% in meno di quanto creduto finora.

Stando a questo nuovo dato, allora, i nostri programmi osservativi ci avrebbero finora permesso di individuare oltre il 90% dei NEA più grandi, quelli con dimensioni superiori al chilometro. Un traguardo ritenuto fondamentale fin dal 1998, quando la NASA e lo stesso Congresso avevano dato via libera al progetto Spaceguard.

Sapere che gran parte dei NEA di gran lunga più pericolosi – l'impatto di un oggetto di un chilometro avrebbe drammatiche conseguenze planetarie – sono attentamente seguiti ci fa giustamente tirare un piccolo sospiro di sollievo. Ma non allarghiamoci troppo: anche l'impatto di un oggetto dell'ordine di un centinaio di metri potrebbe comunque dare origine a una spaventosa catastrofe.

NASA - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.