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Asteroidi vicini: meno del previsto

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Le osservazioni infrarosse del satellite WISE hanno permesso agli astronomi di ridimensionare il numero dei cosiddetti Near Earth Asteroid (NEA), gli asteroidi che orbitano nei pressi del nostro pianeta.

Fino a qualche tempo fa la popolazione dei NEA con dimensioni comprese tra 100 metri e 1 km era stimata in circa 35 mila oggetti, ma il contributo dell'osservatorio WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ha permesso ad Amy Mainzer (Jet Propulsion Laboratory) e al suo team di ridefinire al ribasso il loro numero. L'analisi dei dati – lo studio verrà pubblicato su The Astrophysical Journal – ha infatti portato gli astronomi a suggerire che gli asteroidi di media stazza sarebbero invece 19500, dunque oltre il 40% in meno di quanto creduto finora.

Stando a questo nuovo dato, allora, i nostri programmi osservativi ci avrebbero finora permesso di individuare oltre il 90% dei NEA più grandi, quelli con dimensioni superiori al chilometro. Un traguardo ritenuto fondamentale fin dal 1998, quando la NASA e lo stesso Congresso avevano dato via libera al progetto Spaceguard.

Sapere che gran parte dei NEA di gran lunga più pericolosi – l'impatto di un oggetto di un chilometro avrebbe drammatiche conseguenze planetarie – sono attentamente seguiti ci fa giustamente tirare un piccolo sospiro di sollievo. Ma non allarghiamoci troppo: anche l'impatto di un oggetto dell'ordine di un centinaio di metri potrebbe comunque dare origine a una spaventosa catastrofe.

NASA - Research paper

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Sistema solare

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Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.