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Premiati gli immunologi

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Il premio Nobel per la medicina e la fisiologia è stato assegnato quest'anno a Bruce Beutler e Jules Hoffmann per le loro scoperte sull'attivazione dell'immunità innata, e a Ralph Steinman per la scoperta delle cellule dendritiche e il loro ruolo nell'immunità adattativa. Un premio quindi dedicato alle ricerche sul sistema immunitario.

Ecco cosa scrive nelle motivazioni la giuria del Nobel: "Scientists have long been searching for the gatekeepers of the immune response by which man and other animals defend themselves against attack by bacteria and other microorganisms. Bruce Beutler and Jules Hoffmann discovered receptor proteins that can recognize such microorganisms and activate innate immunity, the first step in the body's immune response. Ralph Steinman discovered the dendritic cells of the immune system and their unique capacity to activate and regulate adaptive immunity, the later stage of the immune response during which microorganisms are cleared from the body. The discoveries of the three Nobel Laureates have revealed how the innate and adaptive phases of the immune response are activated and thereby provided novel insights into disease mechanisms. Their work has opened up new avenues for the development of prevention and therapy against infections, cancer, and inflammatory diseases".

L'importanza dei tre studiosi viene raccontata molto bene nel recente libro di Alberto Mantovani I guardiani della vita (Dalai, 2011).

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I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.