fbpx Chiacchiere complici tra batteri | Page 4 | Scienza in rete

Chiacchiere complici tra batteri

Read time: 2 mins

La comunicazione tra batteri può avvenire anche tra specie diverse, e coinvolgere anche ceppi teoricamente innocui, ma che con il loro contributo possono aggravare la malattia.

La scoperta è di un’équipe guidata da Vittorio Venturi, del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie (ICGEB) di Trieste, in collaborazione con i colleghi del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia e con alcuni ricercatori dell’Istituto di Agraria e Medicina Veterinaria “Hassan II” di Agadir in Marocco.

«Come modello sperimentale abbiamo utilizzato la “rogna dell’ulivo”, una malattia delle piante molto diffusa in Europa meridionale e in Medio Oriente» spiega Venturi. «Al batterio patogeno Pseudomonas savastanoi sono quasi sempre associate altre due specie di batteri stanziali innocui, Pantoea agglomerans e Erwinia toletana, che vivono sulla superficie esterna delle piante: la nostra scoperta è che, non solo comunicano con il ceppo patogeno, pur essendo di diversa specie, ma che suppliscono alla produzione di segnali di crescita e di virulenza quando quelli di Pseudomonas vengono bloccati sperimentalmente». Alleanze di questo tipo, tra patogeni e flora batterica normale,  si riscontrano anche nell’uomo, dove provocano malattie difficili da curare perché molto resistenti agli antibiotici. «Ora che conosciamo il loro sistema di comunicazione e le molecole-messaggio che utilizzano, potremo aiutare a mettere a punto dei trattamenti terapeutici più efficaci tesi a bloccare la comunicazione e la collaborazione tra batteri» conclude lo scienziato triestino.

The ISME Journal doi:10.1038/ismej.2011.65

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Batteriologia

prossimo articolo

NO, grazie. Metafore e considerazioni sparse sul referendum

In controluce nero su fondo bianco una mano introduce una scheda elettorale nell'urna

Pochi giorni ormai ci separano dal voto del referendum, ma ancora c’è tempo per chiarirsi le idee sui punti principali su cui saremo chiamati a dire la nostra. A partire da una considerazione: che il processo non è una partita di calcio, ma uno strumento scientifico per arrivare, per quanto possibile, alla verità, senza la quale non vi è giustizia. Il problema delle nomine al CSM è reale: ma se per eliminare una fastidiosa zanzara si impugnasse un bazooka e si sparasse al muro, sarebbe lecito pensare che l’obiettivo sia il muro, la zanzara solo il pretesto.

Crediti immagine: Element5 Digital su Unsplash

Mi sono state richieste riflessioni, sintetiche, sulle ragioni per cui si dovrebbe votare NO alla riforma costituzionale a breve al definitivo vaglio dei cittadini attraverso referendum.

Tenuto conto del numero di criticità che affliggono la proposta di modifica della carta fondamentale, dal metodo usato per approvarla (iniziativa governativa, nessun emendamento del Parlamento, in definitiva: una gran fretta), al merito, al pronostico sui suoi effetti, la sintesi si tradurrebbe in approssimazione. Mi limito dunque a osservazioni sparse.