fbpx Il pianeta nascosto | Page 12 | Scienza in rete

Il pianeta nascosto

Read time: 1 min

Le osservazioni del telescopio spaziale Kepler hanno permesso di individuare ritardi e anticipi nelle orbite di un pianeta extrasolare, chiaro segno della presenza di un altro pianeta finora sfuggito a ogni rilevazione.

Il sistema planetario è quello di Kepler-19, una stella simile al Sole distante 650 anni luce in direzione della costellazione della Lira, individuato grazie al metodo dei transiti. I dati di Kepler, l'osservatorio orbitante dedicato alla ricerca dei sistemi planetari extrasolari, avevano permesso di stabilire che il pianeta, chiamato Kepler-19b, impiegava circa 9 giorni e 7 ore a compiere un'orbita intorno alla sua stella.

Fin dall'inizio, però, gli astronomi hanno rilevato un'insolita irregolarità nei tempi orbitali, assistendo sia ad anticipi che a ritardi anche di cinque minuti. Potrebbe sembrare un'inezia, ma questo non succede mai nel moto di un pianeta. L'unica spiegazione è la presenza dell'azione gravitazionale di un altro oggetto planetario che fa da freno o da acceleratore al moto orbitale di Kepler-19b.

Peccato che questo oggetto sia finora sfuggito a ogni rilevazione. La spiegazione più plausibile è che percorra un'orbita inclinata che non lo fa transitare dinanzi alla sua stella lungo la nostra linea di vista. Si tratta del primo caso di un pianeta extrasolare che viene scoperto in questo modo così particolare.

Center for Astrophysics

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?