fbpx Tre satelliti per i poli | Page 3 | Scienza in rete

Tre satelliti per i poli

Read time: 2 mins

Mappata per la prima volta una lastra di ghiaccio in movimento nell’Antartide. Grazie a miliardi di dati acquisiti dai satelliti di ESA (European Space Agency), CSA (Canadian Space Agency) e JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency), è infatti oggi possibile monitorare anche le aree che, a causa della limitata apertura visiva di alcuni strumenti, non erano state finora osservate.

Una scoperta importante per la glaciologia, grazie alla quale è possibile ottenere nuove e più dettagliate informazioni circa i movimenti dei grandi ghiacciai e dei loro affluenti, veri e propri fiumi di ghiaccio che si spostano verso l’oceano per migliaia di chilometri. Dati esclusivi in grado di accrescere le conoscenze circa le dinamiche di innalzamento dei mari e il delicato rapporto tra regioni polari e clima.  

Envisat, Radarsat e ALOS: questi i nomi dei tre satelliti coinvolti, i cui dati hanno portato all’individuazione di una dorsale che divide i 14 milioni di chilometri quadrati di terraferma da est a ovest nonché di formazioni di ghiaccio in movimento, alla velocità di 250 metri all’anno.

Anche l’Artico sotto l’occhio vigile dei satelliti ESA: Envisat, CryoSate e SMOS, in grado di acquisire le immagini anche attraverso nubi e in assenza di luce solare, osservano costantemente il Mar Glaciale, rilevando preziose informazioni circa la formazione e lo scioglimento di vaste quantità di ghiaccio galleggianti.

Le ultime misurazioni effettuate da satellite portano all’ipotesi che quest’anno la copertura glaciale nell’Artico sarà al di sotto della media e che il Passaggio a Nord Ovest (la rotta che va dall'Oceano Atlantico all'Oceano Pacifico attraverso l'arcipelago artico del Canada) si aprirà come accadde nel 2007. Diverse le condizioni meteorologiche attuali rispetto a quattro anni fa ma l’alta probabilità che tale passaggio potrebbe nuovamente essere agibile è segnale prodromico di una più scarsa copertura di ghiacci nella regione.

Autori: 
Ambiente

prossimo articolo

Generazione SCOBY: la lentezza controcorrente della kombucha

Particolare di impasto durante la fermentazione

Vanno di moda, in particolare tra i giovani adulti, gli hobby lenti, per esempio preparare impasti grazie a lieviti fatti in casa che devono fermentare a lungo, con l'aiuto di ingredienti come la kombucha. La risposta, più o meno consapevole, di una generazione cresciuta con l’idea di dover essere sempre produttiva e che oggi sembra cercare spazi in cui il tempo non possa essere ottimizzato? O la ricerca di benefìci per la salute provenienti dagli alimenti fermentati e dalle lunghe attività manuali? Forse sono possibili entrambe le risposte. Crediti immagine: Foto di Monaz Nazary su Unsplash.

Ingredienti: 900 millilitri di acqua, 10 grammi di tè nero, 100 grammi di zucchero, 100 millilitri di kombucha fermentato, uno SCOBY, un barattolo.

Annoto e ripeto.

900 millilitri di acqua, 10 grammi di tè nero, 100 grammi di zucchero, 100 millilitri di kombucha fermentato, uno SCOBY, un barattolo.

La verità è che avrei voluto ordinare una pizza.