fbpx Sotto gli occhi di GRAIL | Page 13 | Scienza in rete

Sotto gli occhi di GRAIL

Read time: 1 min

Imminente l’entrata in servizio delle due sonde gemelle della missione GRAIL: in orbita intorno alla Luna studieranno in dettaglio la gravità del nostro satellite.

Grandi più o meno come una lavatrice e pesanti circa 200 kg ciascuna, le due sonde progettate e realizzate dalla NASA avranno il compito di rilevare come cambia la gravità lunare in corrispondenza di differenti regioni della sua superficie. Poichè la gravità risente non solo delle strutture visibili quali crateri e montagne ma dipende anche dagli accumuli di massa nascosti sotto la superficie, le misure saranno davvero utili per ricostruire la costituzione interna del nostro satellite. La tecnologia di GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) si basa su quella impiegata con successo nella missione GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment) che sta mappando la gravità terrestre fin dal 2002.

Le due sonde, lanciate con un unico vettore, nel volgere di 3 o 4 mesi si immetteranno su una stessa orbita, ma l’una precederà l’altra. Poichè l’accuratezza dei loro percorsi intorno alla Luna è fondamentale per la riuscita della missione, saranno però necessari altri due mesi per immettere le sonde sulle orbite definitive. Quando tutto sarà come da manuale, dunque, GRAIL-A e GRAIL-B orbiteranno intorno alla Luna in formazione e proprio le variazioni della reciproca posizione permetteranno di misurare con precisione l’attrazione gravitazionale che stanno sperimentando.

NASA - Space.com

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Accanto a te. L’ascolto dell’esperienza suicidaria nella pratica clinica

sagoma di testa con cartacce come pensieri cupi

Cosa resta a chi sopravvive al suicidio di una persona cara, e a chi, come i clinici, ne ha seguito la sofferenza da vicino? "Accanto a te" (il Mulino edizioni), di Serena Bruno e Patrizia Velotti, affronta queste domande senza semplificazioni, attraversando storia, neuroscienze e psicodinamica. Al centro, l’ascolto dell’esperienza suicidaria come strumento essenziale per comprendere il rischio e orientare l’intervento terapeutico, tra complessità individuale e responsabilità clinica.

Quando una persona sceglie di togliersi la vita, chi rimane e affronta il lutto per la perdita non può evitare di porsi delle domande. C’era qualcosa che avrei potuto fare? Forse c’era un modo per essere più utile? Ci sono stati dei segnali, delle richieste di aiuto magari, che non ho saputo cogliere? Avrei potuto cambiare il corso degli eventi? Era da tanto che pensava al suicidio?