fbpx Sotto gli occhi di GRAIL | Scienza in rete

Sotto gli occhi di GRAIL

Primary tabs

Read time: 1 min

Imminente l’entrata in servizio delle due sonde gemelle della missione GRAIL: in orbita intorno alla Luna studieranno in dettaglio la gravità del nostro satellite.

Grandi più o meno come una lavatrice e pesanti circa 200 kg ciascuna, le due sonde progettate e realizzate dalla NASA avranno il compito di rilevare come cambia la gravità lunare in corrispondenza di differenti regioni della sua superficie. Poichè la gravità risente non solo delle strutture visibili quali crateri e montagne ma dipende anche dagli accumuli di massa nascosti sotto la superficie, le misure saranno davvero utili per ricostruire la costituzione interna del nostro satellite. La tecnologia di GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) si basa su quella impiegata con successo nella missione GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment) che sta mappando la gravità terrestre fin dal 2002.

Le due sonde, lanciate con un unico vettore, nel volgere di 3 o 4 mesi si immetteranno su una stessa orbita, ma l’una precederà l’altra. Poichè l’accuratezza dei loro percorsi intorno alla Luna è fondamentale per la riuscita della missione, saranno però necessari altri due mesi per immettere le sonde sulle orbite definitive. Quando tutto sarà come da manuale, dunque, GRAIL-A e GRAIL-B orbiteranno intorno alla Luna in formazione e proprio le variazioni della reciproca posizione permetteranno di misurare con precisione l’attrazione gravitazionale che stanno sperimentando.

NASA - Space.com

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Il calcestruzzo romano autorigenerante tra scienza e fantarcheologia

calcestruzzo con crepa

Negli ultimi mesi, mezzo mondo ha parlato del calcestruzzo romano e delle sue proprietà autorigeneranti: non è una bufala, ma è stata resa tale da chi vuole credere a tutti i costi che i Romani usassero un calcestruzzo misterioso e dalle proprietà quasi fantascientifiche.

Nel settembre del 2023, su TikTok e Instagram ci fu un’esplosione di video di ragazze che chiedevano ai loro fidanzati: «Quanto spesso pensi all’Impero romano?». Sicuramente le risposte venivano esagerate per fare più visualizzazioni (non mancava chi rispondesse: «Ogni giorno»), ma anche il solo fatto che per quasi un mese l’intero Internet abbia parlato dell’Impero romano è l’ennesima prova di qualcosa che tutti noi sappiamo: il mito di Roma non è mai uscito dal nostro immaginario collettivo.