fbpx Nuove caratteristiche dell'operone | Page 12 | Scienza in rete

Nuove caratteristiche dell'operone

Read time: 1 min

Interessante lavoro pubblicato su PNAS mostra la stretta relazione tra organizzazione dell'operone ed espressione genica in E.Coli.

Circa mezzo secolo fa due scienziati francesi identificarono per la prima volta negli organismi procarioti l'operone, cioè un elemento costituito da più geni che, regolati in modo strettamente coordinato, vengono trascritti insieme a formare un unico RNA messaggero.

Oggi un gruppo di ricercatori di Barkeley scopre nuove caratteristiche funzionali dell'operone dimostrando che l'espressione di ciascun gene all'interno dell'elemento e' influenzata dalla sua posizione e dalla lunghezza dell'operone stesso.

Han Lim e collaboratori, utilizzando diversi operoni sintetici composti da tre geni codificanti proteine fluorescenti in sequenza variabile, osservano che l'espressione di un gene e' più alta quando l'operone e' più lungo e quando maggiore e' la distanza tra l'inizio di trascrizione del gene in esame e la fine dell'elemento (definita "distanza di trascrizione"), questo perché il gene ha un periodo più lungo di traduzione durante la trascrizione. Essi infatti osservano che la produzione di proteina durante la trascrizione e' sei volte maggiore rispetto a quando viene rilasciato l'RNA messaggero.

Questi risultati di fondamentale interesse biologico potranno essere utilizzati per ottimizzare l'ordine dei geni negli operoni sintetici impiegati nelle biotecnologie.

Han N. Lim, Yeong Lee, Razika Hussein. Fundamental relationship between operon organization and gene expression. PNAS June 28, 2011 vol. 108 no. 26 10626-10631

Autori: 
Sezioni: 
Biotecnologie

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.