L’abuso di antibiotici non favorisce solo la comparsa di pericolose resistenze tra i batteri, ma può danneggiare in prima persona chi ne fa un uso eccessivo e inappropriato, compromettendo in maniera permanente la composizione della benefica flora batterica intestinale. La segnalazione viene da Martin Blaser, a capo del Department of Medicine all’University Langone Medical Center di New York, che in un commento pubblicato oggi su Nature riferisce i primi dati emersi da studi condotti nel suo e in altri laboratori: pare che in alcuni casi il microbioma non riesca più a riprendersi dall’effetto negativo dei farmaci. Questa alterazione potrebbe facilitare la comparsa di una vasta gamma di malattie e, secondo l’esperto, spiegare in parte anche l’aumento di frequenza di patologie come il diabete di tipo 1, le malattie infiammatorie intestinali, le allergie e l’asma a cui abbiamo assistito da quando è iniziata la cosiddetta “era degli antibiotici”.
Microbioma danneggiato per sempre
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C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.
Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.
I terremoti hanno la caratteristica di concentrarsi nel tempo e nello spazio. Vale a dire che se è appena avvenuto un terremoto, è più probabile che nella zona circostante ne avvengano altri, per un periodo di tempo che può estendersi anche per anni.