fbpx I crostacei del Gran Paradiso | Page 11 | Scienza in rete

I crostacei del Gran Paradiso

Read time: 1 min

Scoperti nei laghi alpini del Parco nazionale numerosi esemplari di Daphnia middendorffiana, un piccolo crostaceo d'acqua dolce il cui habitat naturale è la tundra artica.

L'individuazione è frutto del lavoro di ricerca ecologica di Rocco Tiberi, dottorando dell'Università di Pavia, effettuato nell'ambito del programma internazionale ACQWA (Assessing Climate Impacts on the Quantity and quality of Water). La scoperta, pubblicata su Journal of Limnology, è una conseguenza degli studi sulle ricadute ecologiche dell'introduzione negli anni '60 del salmerino di fonte in alcuni laghi del parco.

Per le sue dimensioni, superiori a quelle tipiche dei membri delle altre specie di zooplancton, la Daphnia rappresenta una preda ideale per il salmerino e questo spiega come mai finora non sia mai stata trovata nei laghi del Parco abitati dal vorace pesce di origine nordamericana.

Difficile ricostruire come questo esemplare di crostaceo tipico della tundra sia giunto ai laghi glaciali del Gran Paradiso. La sua scoperta è comunque una conferma di come l'introduzione di specie non autoctone possa avere un impatto devastante sulla biodiversità. Senza l'azione dell'uomo, infatti, i laghi d'alta quota del Gran Paradiso sarebbero completamenti liberi da pesci e non correrebbero il rischio di vedere molte specie originarie a rischio di estinzione.

Ente Parco Nazionale Gran Paradiso

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Zoologia

prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.