fbpx I crostacei del Gran Paradiso | Page 2 | Scienza in rete

I crostacei del Gran Paradiso

Read time: 1 min

Scoperti nei laghi alpini del Parco nazionale numerosi esemplari di Daphnia middendorffiana, un piccolo crostaceo d'acqua dolce il cui habitat naturale è la tundra artica.

L'individuazione è frutto del lavoro di ricerca ecologica di Rocco Tiberi, dottorando dell'Università di Pavia, effettuato nell'ambito del programma internazionale ACQWA (Assessing Climate Impacts on the Quantity and quality of Water). La scoperta, pubblicata su Journal of Limnology, è una conseguenza degli studi sulle ricadute ecologiche dell'introduzione negli anni '60 del salmerino di fonte in alcuni laghi del parco.

Per le sue dimensioni, superiori a quelle tipiche dei membri delle altre specie di zooplancton, la Daphnia rappresenta una preda ideale per il salmerino e questo spiega come mai finora non sia mai stata trovata nei laghi del Parco abitati dal vorace pesce di origine nordamericana.

Difficile ricostruire come questo esemplare di crostaceo tipico della tundra sia giunto ai laghi glaciali del Gran Paradiso. La sua scoperta è comunque una conferma di come l'introduzione di specie non autoctone possa avere un impatto devastante sulla biodiversità. Senza l'azione dell'uomo, infatti, i laghi d'alta quota del Gran Paradiso sarebbero completamenti liberi da pesci e non correrebbero il rischio di vedere molte specie originarie a rischio di estinzione.

Ente Parco Nazionale Gran Paradiso

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Zoologia

prossimo articolo

Chi controlla gli oceani? La battaglia per le boe del clima

foto dell oceano pacifico

Mentre un nuovo episodio di El Niño prende forma nel Pacifico tropicale, negli Stati Uniti si è consumato uno scontro politico attorno alla rete di boe oceanografiche che monitora correnti, temperature e salinità degli oceani. I dati raccolti sono fondamentali per studiare fenomeni come l'AMOC, prevedere eventi estremi e valutare gli effetti del riscaldamento globale. Il Senato ha fermato in extremis lo smantellamento voluto dall'amministrazione Trump.

Mentre un nuovo ciclo di El Niño sta iniziando, la comunità scientifica si chiede quale sarà la sua intensità in un mondo con gli oceani sempre più caldi. 


Anomalie delle temperature del Pacifico nella zona equatoriale collegate al fenomeno El Niño, l'8 giugno 2026. Crediti: NASA Earth Observatory/Lauren Dauphin