Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori israeliani ha permesso di identificare i meccanismi genomici che regolano i rapporti tra cyanobatteri fotosintetici del genere Prochlorococcus e i virus che li infettano permettendo la loro lunga coesistenza negli oceani.
Sarit Avrani e collaboratori hanno selezionato 77 ceppi batterici resistenti a 10 virus e hanno analizzato il loro genoma attraverso sequenziamento completo del DNA (27 ceppi) o mediante analisi PCR. Le mutazioni, associate alla resistenza, sono state localizzate nelle regioni ipervariabili del genoma (91%) chiamate isole genomiche (porzioni di DNA maggiori di 8 Kb), e interessano geni non conservati, acquisiti probabilmente dai batteri mediante trasferimento orizzontale da altri microrganismi (batteri o virus). Sono geni che codificano per recettori virali o altre proteine coinvolte nell'interazione batterio-virus a livello della superficie cellulare.
L'infezione virale causa la morte delle cellule suscettibili e seleziona le popolazioni resistenti all'infezione, ma in una lunga coesistenze tra popolazione ospite e virus e' necessaria la presenza di una popolazione di cellule suscettibili per supportare la produzione virale. Nel caso studiato i ricercatori osservano infatti che i ceppi resistenti mostrano in determinati ambienti crescita rallentata e maggiore suscettibilità ad altri virus rispetto le popolazioni suscettibili che si espandono, contribuendo così alla lunga coesistenza tra cyanobatteri e virus.
Coesistenza difficile nell’oceano
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Fascisti e antisemiti

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.
In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0
Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.