fbpx La scure sul James Webb Telescope | Page 2 | Scienza in rete

La scure sul James Webb Telescope

Read time: 2 mins

L'approvazione del bilancio USA per l'anno finanziario 2011 suscita notevole preoccupazione: i tagli imposti alla NASA porterebbero alla cancellazione del progetto del JWST, il telescopio spaziale di prossima generazione.

Nella proposta di legge della Camera dei Rappresentanti, gelando le speranze suscitate dall'ipotesi di bilancio presentata dal Presidente Barack Obama, si suggerisce per l'ente spaziale americano un taglio di circa due miliardi di dollari – pari all'8,8% – la metà dei quali riconducibile al pensionamento del progetto Shuttle. Senza mezzi termini, inoltre, si indica alla NASA che la strada maestra per contenere la spesa è quella di chiudere il progetto del James Webb Space Telescope (JWST), giudicato troppo costoso e, quel che è peggio, con una gestione di spesa fuori controllo.

Il programma ha in effetti accumulato notevoli ritardi sulla tabella di marcia e si parla di costi lievitati a quattro volte quelli preventivati, ma molti si chiedono se, visti i miliardi già spesi, la cancellazione non sia esagerata. A maggior ragione ora, quando ormai gli scogli maggiori del progetto sono stati superati e si sta lavorando all'assemblaggio definitivo. Proprio in tal senso va l'accorato appello rivolto ai membri del Congresso dall'American Astronomical Society, che non manca di rimarcare gli ambiziosi obiettivi del nuovo telescopio spaziale.

E pensare che solo un paio di settimane fa alla NASA si sottolineava con soddisfazione il procedere spedito delle operazioni di preparazione degli enormi specchi del JWST...

Discover

Autori: 
Sezioni: 
Telescopio spaziale

prossimo articolo

The sea: il mare come diritto e come sogno

Screenshot dal film The sea

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari