fbpx Sequenziata la patata | Page 4 | Scienza in rete

Sequenziata la patata

Read time: 2 mins

Pubblicato su Nature il sequenziamento dell'intero genoma di patata. Il progetto avviato nel 2006 dall'Universita' olandese di Wageningen, e' stato sviluppato da 29 istituti di ricerca, tra cui l'Enea, provenienti da 14 diversi paesi (Potato Genome Sequencing Consortium-PGSC).

Decisiva per la riuscita del progetto e' stata la scelta di sequenziare, per superare l'elevata eterozigosi del genoma di patata, il DNA di un clone monoploide (1n=1x=12) raddoppiato (2n=2x=24) ottenuto in vitro e di un clone diploide eterozigote (2n=2x=24), rappresentativi della diversità genetica di questa pianta.

I ricercatori hanno utilizzato, insieme al metodo classico Sanger, le tecniche di sequenziamento di seconda generazione (Illumina e 454 Roche) per la lettura delle 840 milioni di basi di DNA di patata e hanno impiegato gli algoritmi informatici sviluppati dal Beijing Genomics Institute, uno dei membri di PGSC, per l'assemblaggio delle sequenze.

Il gruppo Enea, coordinato da Giovanni Giuliano, ha contribuito al sequenziamento del DNA e ha inoltre provveduto all’analisi dei geni che controllano la tuberizzazione e la biosintesi dei carotenoidi (i precursori alimentari della vitamina A) nel tubero. Lo stesso gruppo, qualche anno fa, aveva prodotto, tramite tecniche di ingegneria genetica, la “Golden potato”, un tubero contenente livelli di provitamina A 3.600 volte più elevati che nei tuberi normali.

La patata (Solanum tuberosum L.) fa parte della famiglia delle Solanaceae che comprende numerose piante d'interesse agrario, come il pomodoro, il peperone e la melanzana. Originaria del Sudamerica, è stata importata in Europa nel ’500. È la quarta pianta alimentare più importante del pianeta. La sua produzione è in costante crescita, specie nei Paesi in via di sviluppo. La maggior parte delle varieta' di patata coltivate sono altamente eterozigoti e autotetraploidi (2n=4x=48), caratteristiche che, insieme all'elevata depressione da inbreeding (incrocio tra individui strettamente imparentati), poco si adattano ai programmi di miglioramento classici.

Il risultato del Consorzio, ottenuto utilizzando materiale genetico semplice e alta tecnologia, fornisce un nuovo strumento per gli addetti ai lavori, i quali potranno applicare il miglioramento genetico assistito accelerando cosi' la produzione di varietà più resistenti a malattie, più produttive e nutrienti delle attuali.

Nature, doi:101038/nature 10158

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
GENETICA

prossimo articolo

Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).