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Un lampo dall'universo

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Annunciata la scoperta dell'oggetto celeste più lontano mai osservato finora: dista oltre 13 miliardi di anni luce, il che significa che la sua luce è partita quando l'universo aveva soltanto 600 milioni di anni o poco più. C'è una bella fetta di ricerca italiana in questa scoperta. Tanto per cominciare la sua individuazione è opera del satellite Swift, l'osservatorio orbitante realizzato per catturare quelle potentissime esplosioni di energia provenienti dalle profondità dello spazio che gli addetti ai lavori chiamano GRB (Gamma-ray burst). E Swift è un progetto internazionale al quale la ricerca italiana ha dato - e continua a dare - un apporto fondamentale.

Ma c'è di più. La prima conferma della distanza record di quel lampo acchiappato da Swift lo scorso 23 aprile (il cui nome in codice è GRB 090423) è venuta dalle osservazioni effettuate con il Telescopio Nazionale Galileo. E' grazie ai dati spettrali raccolti dal TNG e prontamente elaborati nel cuore della notte da uno staff italiano, infatti, che si è avuta la prima conferma dell'eccezionalità del lampo gamma.

Festeggiamo dunque per il record, ma non dimentichiamo che quel flash incredibilmente potente ci ha comunque portato la notizia di una immane catastrofe, la violenta esplosione che ha disintegrato una delle prime gigantesche stelle che si sono accese nell'universo.

Fonti: INAF, ESO

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Astronomia

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Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.