L'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) dà vita a SuperB, un anello acceleratore sotterraneo, in cui si scontreranno elettroni e positroni, che occuperà un’area di circa 30 ettari del campus dell’Università di Roma Tor Vergata, collegato con i vicini Laboratori nazionali di Frascati dell’INFN.
Complementare alla grande macchina del CERN, l'LHC, il SuperB punterà ad aumentare l’intensità delle collisioni dei fasci di particelle e quindi la produzione di fenomeni fisici estremamente rari e non ancora esplorati. LHC invece ha aumentato in modo straordinario l’energia a cui avvengono le collisioni, indagando la nuova fisica prodotta in questo modo. Il balzo in avanti della luminosità (ovvero del numero di collisioni prodotte) di SuperB si basa su idee sviluppate in Italia e sperimentate dalla divisione acceleratori dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, con la macchina Dafne.
La stessa infrastruttura però fornirà nuove tecnologie e avanzati strumenti di sperimentazione alle ricerche di fisica della materia, biologia, nanotecnologie e biomedicina. Fasci di luce con caratteristiche uniche per coerenza e collimazione consentiranno di visualizzare strutture biologiche o inorganiche a una risoluzione mai raggiunta e di scattare delle “microistantanee” dei processi biochimici in atto. Potranno essere utilizzati nella costruzione di nano strutture o di componenti elettronici. Saranno utili per la sintesi di nuovi farmaci o materiali innovativi.
“E’ la prima volta che una macchina acceleratrice viene progettata fin dall’inizio per soddisfare allo stesso tempo le esigenze della fisica fondamentale e di quella applicata" ha dichiarato il presidente dell’INFN, Roberto Petronzio. "SuperB rappresenta una storica occasione di incontro di queste due importanti comunità internazionali e allo stesso tempo la possibilità di valorizzare significativi settori della ricerca italiana. Il progetto si inquadra naturalmente in un contesto di collaborazioni internazionali e contribuirà a rafforzare il primato europeo nella fisica delle alte energie, che ha già un suo solido faro nel CERN di Ginevra.”
Il progetto è stato finanziato dal documento di programmazione economica del CIPE per 250 milioni di euro ed è uno dei 14 progetti bandiera del Piano nazionale della ricerca.
